"Alitalia, nomi sono supposizioni"
Berlusconi dopo i rumors sulla cordata
Mediobanca non ha allo studio alcuna cordata per Alitalia. Lo ha riferito un portavoce di piazzetta Cuccia. Secondo alcune indiscrezioni l'istituto sarebbe stato indicato da Silvio Berlusconi fra i candidati all'acquisto della compagnia. Il gruppo Ligresti, Benetton ed Eni, indicati tra gli altri soggetti interessati, hanno preferito non commentare. Secondo lo stesso leader del PdL i nomi sarebbero solo delle "supposizioni giornalistiche".
Secondo alcune dichiarazioni riportate dal quotidiano La Stampa, il candidato premier del PdL avrebbe citato, di ritorno da un comizio a Viterbo, proprio Mediobanca, il gruppo Ligresti, Eni e Benetton quali interessati a una cordata per Alitalia. "Non bisogna confondere la realtà con indiscrezioni giornalistiche" ha però insistito Berlusconi.
BERLUSCONI: HO LANCIATO APPELLO
E alle accuse di provocare le fluttuazioni del titolo con le sue dichiarazioni, Berlusconi ha risposto:"Mi accusano di insider trading, ma io non ho mai avuto un'azione di Alitalia. Esistono delle fluttuazioni anche a causa di indiscrezioni giornalistiche che fanno cambiare il valore delle azioni e questo è inaccettabile".
Il fatto di avere aperto una trattativa con un solo soggetto, Air France, per una società quotata in Borsa come Alitalia "è qualcosa di imperdonabile" ha aggiunto leader del Pdl. Riguardo ai nomi riportati dal quotidiano torinese, Berlusconi ha ribadito: "Io facendo il mio dovere non solo di leader politico ma da italiano, ho lanciato un appello agli imprenditori italiani che avessero l'orgoglio di mantenere la compagnia di bandiera allo scopo di non farsi colonizzare".
AIR FRANCE COLONIZZA ALITALIA
"In campagna elettorale - ha proseguito riferendosi agli attacchi di alcuni partiti, secondo cui Alitalia viene usato soltanto per fini politici - si deve parlare solo di quello che fa comodo ai comunisti? L'ho fatto quando sono venute fuori delle condizioni inaccettabili; prima mi ero tenuto in disparte perchè non mi sembrava vi fosse una colonizzazione, ma sembrava al contrario che ci fosse una trattativa per un accordo alla pari fra Air France-Klm e Alitalia".
"Poi - ha proseguito - tutti hanno capito che si trattava di una colonizzazione e di un assorbimento da parte di Air France. Tutti gli italiani che hanno un minimo di orgoglio questa cosa l'hanno capita tranne i signori della sinistra, che peraltro vedo molto nervosi".
VELTRONI:SI' AD ACCORDO CON AIR FRANCE, MA CON GARANZIE
Sulla vicenda è intervenuto anche il leader del Pd, Walter Veltroni, che sui nomi della possibile cordata italiana ha precisato:"Questo è un tema su cui non si possono inventare battute, affermazioni non sostenute dalla realtà. E' facile finire sui giornali con affermazioni roboanti. Basta farle e poi il giorno dopo smentirle, ma non è quello di cui l'Italia ha bisogno". "Non serve un sistema politico giocherellone, ma serietà e rigore per affrontare dossier delicati" ha sottolineato Veltroni.
Il segretario del Pd ha poi evidenziato la sua posizione: "E' stata sempre la stessa: un accordo con Air France va fatto con due garanzie. In primo luogo la limitazione dell'impatto sociale per garantire il posto di lavoro alla maggior parte dei lavoratori o almeno non far perdere diritti", poi bisogna assicurare "un ruolo importante a Malpensa".




