Aziende, la strategia si fa in Rete
Grazie a una nuova figura,il netclipper
di Rossella Ivone
Nome in codice: “uomo del cambiamento”, passione: internet, preparazione: economica. E’ questo l’identikit del netclipper, una delle figure professionali emergenti della Rete. In Italia si sta affermando solo ora, ma negli Usa è- da tempo- fondamentale per molte aziende. Il net clipper ha un compito ben preciso: raccogliere, analizzare e rielaborare tutte le informazioni su un’azienda o su un brand per verificarne la sua reputazione.
In questo modo, assicurano le imprese americane che se ne avvalgono, si tiene sotto controllo il magmatico universo che ruota sul web e – soprattutto- quello che i blogger dicono a proposito di un’azienda.
Obiettivo: rispondere in tempi rapidi agli eventuali “attacchi” sferrati dai consumatori attraverso i loro diari online e attuare strategie di marketing mirate.
Fra le caratteristiche innate di un bravo netclipper, oltre alla curiosità, anche una buona capacità analitica e un occhio attento alle nuove tendenze. Il “change manager” può così sbaragliare la concorrenza attraverso un’arma a basso costo, il monitoraggio della Rete.
Che è ormai diventata una piazza virtuale dove le persone si incontrano scambiandosi informazioni e impressioni su brand e prodotti. I numeri parlano chiaro: gli utenti trascorrono il 40% della loro navigazione a dialogare in chat e forum e sono in grado di influenzare fortemente le scelte d’acquisto altrui.
Secondo una ricerca di Hotwire-Ipsos Mori, sono infatti venticinque milioni gli europei che hanno dichiarato di aver modificato il loro modo di pensare e la loro percezione di un’azienda e dei suoi marchi, dopo aver letto i commenti e le informazioni fornite da altri utenti su un blog.
Questi sono infatti ritenuti la fonte di informazione percepita come più fidata (24%) dopo i giornali (30%) e prima della pubblicità in televisione (17%) e l'email marketing (14%).
Soprattutto fra le persone che spendono di più e che decino di non acquistare dopo aver letto i commenti negativi su un brand (40 milioni di europei). Per questo e sempre più spesso sono proprio i netclipper di alcune aziende a infiltrarsi nelle conversazioni e a veicolare giudizi e opinioni. In questo senso la guerra fra marchi è fortissima.
Pare che nel nostro Paese siano già numerose le aziende che usufruiscono del monitoraggio online attraverso i netclipper, tra queste alcune web oriented come Ducati, Banca Sella e Compaq Italia.




