Protesta in accappatoio
Una misteriosa operazione di guerrilla
di Rossella Ivone
Cosa si nasconda dietro questa operazione di guerrilla marketing, ancora non è dato saperlo. Di certo però ha fatto parlare di sé gli automobilisti milanesi. Che i primi giorni dopo il rientro dalle ferie, ingorgati nel traffico cittadino, mentre erano fermi nei punti nevralgici della città, da corso Buenos Aires a piazza san Babila, da via Manzoni a corso Como, si sono visti davanti alcune avvenenti ragazze in accappatoio.
Il loro intento, quello di “risvegliare i sensi” dei cittadini e convincerli a lasciare a casa l’auto.
I più, increduli, dopo aver visto le modelle in accappatoio che in coppia bussavano ai finestrini delle loro auto, non hanno perso tempo: alla faccia di ogni polemica sui lavavetri, hanno ascoltato in religioso silenzio i motivi della loro “protesta”.
Fino a quando, le lamentele degli altri, a suon di clacson, li convincevano a rimettersi in moto. L’abbigliamento inconsueto e la bellezza delle ragazze hanno calamitato l’attenzione delle persone al volante, ma anche dei passanti che- sorpresi-hanno assistito a quella che nella città meneghina è stata già definita “la protesta dell’accappatoio”.
Gli stessi automobilisti e i pedoni hanno ripreso le scene coi loro telefonini, pubblicandole su Internet o le hanno fotografate, inviando agli amici “fantasiosi” MMS.
Qualcuno, in un primo momento, ha pensato si trattasse della trovata di qualche buontempone, in vena di ironia sulla polemica scatenata dai ticket antismog del sindaco Moratti (secondo alcuni calcoli saranno 45mila le auto chiamate al pedaggio ogni giorno e di queste novemila, il 20%, rinunceranno ad arrivare in centro).
Ma forse deve ricredersi.
Ad avallare la tesi che dietro questa provocazione ci sia una studiata strategia di marketing, c’è infatti la frase, insistente, che le modelle hanno ripetuto agli spiazzati milanesi “Per un mondo più pulito, passa alle due ruote”.
I vantaggi – spiegavano le ragazze- sarebbero molteplici: meno traffico, meno inquinamento, meno rumore, meno stress, più relax, più tempo per se stessi.
Per ora, dopo questi avvistamenti, nessuna azienda ha rivendicato la paternità dell’operazione.
Il sospetto che presto le modelle in accappatoio facciano ancora la loro comparsa, magari in altre città, è forte.
E, di certo, non si dovrà aspettare molto per capire quale impresa si nasconde dietro questa originale azione di guerrilla marketing, che ha tutta l'aria di un teaser in vista di un prossimo lancio pubblicitario.




