Trimestre euforico per i mercati
Snobbati solo dollaro e yen
A cura di Mario Galli (www.forexgm.com)
Inizio del nuovo trimestre con festa grande per tutti gli asset, borse spumeggianti, materie prime a passo di carica, ma vendite incessanti di dollari e yen, senza nemmeno una pausa di riflessione, quasi a voler dire che a riflettere si perde tempo (e denaro facile) in uno scenario chiaro, dove le evidenze, o pretese tali, di nuovo, parlano di economie in solida fase di espansione, d’incontenibile forza della crescita cinese, mentre il mondo dice ad un’America in difficoltà “facciamo da soli, grazie”.
Se ci avessero raccontato di uno scenario simile, qualche anno fa, avremmo subito pensato a fantascienza ed invece oggi è realtà. Se un trader dovesse leggere una “news” circa l’atterraggio degli extraterrestri non farebbe, come si suole dire, nemmeno una piega, fatti inverosimili ne vede già tutti i giorni, sono stati la regola, almeno dalla fine degli anni ’90 e non l’eccezione.
Insomma, comprare tutto, tranne dollari e yen? A costo di diventare noiosi preferiamo mantenere un atteggiamento di cautela a fronte delle raffiche di notizie ed opinioni che continuano a razionalizzare ogni evento, a posteriori, piuttosto che tentare di vagliarli, cercando prove di coerenza. A titolo d’esempio e tentando di sintetizzare, perché non è questo il luogo degli approfondimenti, appare che tra i veri punti critici della situazione attuale ci siano le difficoltà del settore immobiliare-edilizia americano, cosa che potrebbe causare una recessione, con conseguente taglio dei tassi da parte della Fed. Al di là del fatto che nulla è già stato esaminato più in profondo ed analiticamente del settore immobiliare americano, con tutti i suoi squilibri (che non hanno impedito alle borse di crescere) e che le analisi più profonde (ed allarmate) risalgano anche ad anni fa (memorabili le pagine della rivista Barron’s di aprile 2002) delle due l’una: o la situazione è veramente grave, ma non pare che la borsa abbia mai voluto prendere in seria considerazione l’ipotesi, oppure ci sono delle esagerazioni. Unico risultato, nessuna pietà per il dollaro, anche se gli occupati negli USA invece aumentano e pure nell’edilizia, ma la “news” serve solo a produrre un nuovo guizzo del prezzo del rame, materiale molto usato nel settore, senza che il $ ne tragga alcun beneficio.
Tagli dei tassi USA, altra ipotesi prossima, più che mai, secondo molte interpretazioni: in principio fu Katrina, ricordate l’uragano? Ebbene in seguito all’uragano ascoltammo per settimane, mesi, una lunga serie di voci circa interruzioni del rialzo dei tassi da parte della Fed. Oggi sappiamo bene che le cose sono andate diversamente, molto diversamente, ma dobbiamo continuare ad assecondare l’animale mercato, che di nuovo sente odor di tagli e di crolli del biglietto verde, ma solo di questo...
In ogni caso dovremo porre un limite allo stupore, perché le più recenti notizie provenienti dal Giappone mostrano ancora una Bank of Japan riluttante ad adottare misure restrittive del credito, anche solo d’un misero quartino di punto. Insomma, rubinetti sempre aperti, meglio qualche esuberanza dei mercati rispetto agli incubi derivanti dal possibile apprezzamento dello yen, con relative corse ai ripari della speculazione e della moltitudine di giapponesi che ogni giorno vendono la propria moneta alla ricerca di rendimenti.
Il Giappone dovrà alzare i tassi, ma potrà farlo, davvero, solo dopo una seria rivalutazione della moneta cinese. Ed allora armiamoci di pazienza. Nel frattempo due possibilità…cautela ed osservazione, oppure, di nuovo, comprare tutto tranne dollari e yen, finchè dura…





