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29/4/2005

Confalonieri:vicini public company

Mediaset meno sovrapponibile a premier

"Mediaset è qualcosa oggi di molto vicino ad una pubblic company con il 66% del capitale al mercato e un 50% detenuto da investitori stranieri, di cui il 26,4% inglesi e americani. Lo ha detto il presidente del gruppo, Fedele Confalonieri, parlando all'assemblea degli azionisti riunita per approvare il bilancio 2004. "Oggi Mediaset - ha detto Confalonieri - è meno sovrapponibile al bersaglio politico Silvio Berlusconi". 

Confalonieri ha rimarcato che  "una forte porzione di potenziale conflitto di interesse e' stata neutralizzata con la vendita e oggi Mediaset e' ancora piu' radicata nel mercato", e "le risposte del mercato sono sempre state positive e anche il collocamento decisamente di successo di un elevatissimo numero di titoli sta a dimostrare che la nostra azienda è ormai definitivamente una stella del listino".

Dopo aver ricordato come l'azionista di riferimento continui ad essere Fininvest, con il 34% di capitale, assieme ad "un ricco parterre di azionisti grandi e piccoli", Confalonieri ribadisce che tutto cio' significa "operare in una cornice societaria solida e ricca, necessaria per continuare nella leadership e nel successo". Per questo, aggiunge, "il management di Mediaset sapra' farsi carico con entusiasmo degli azionisti che hanno acquistato il 16,68% del nostro capitale".

A questo proposito l'amministratore delegato di Fininvest Pasquale Cannatelli ha specificato che "in 12 ore hanno aderito una sessantina tra fondi e istituzionali" e mediamente la quota singola di ogni investitore è pari allo 0,3% "con un picco dell'1,8- 1,9% acquistato da Generali".

Confalonieri, che ha parlato ai rappresentanti di 282 azionisti pari al 40,07% del capitale sociale, ha sottolineato "l'apporto della famiglia Berlusconi, un valore che viene da lontano, che viene dalle origini di una grande storia imprenditoriale, dalla straordinaria intuizione di un genio del business di un innovatore coraggioso e tenace".

Dal 1996, anno della quotazione, ad oggi Berlusconi "ha dato al nostro Paese - ha detto Confalonieri - una azienda che prima non esisteva, un mercato che prima non esisteva". Il presidente di Mediaset, parlando di Marina e Piersilvio Berlusconi, entrambi consiglieri del gruppo, ha spiegato come abbiano "saputo in questi anni diventare punto di riferimento non solo come rappresentanti della proprietà, ma anche come manager sul campo, ai vertici delle società loro affidate".

Secondo Confalonieri i giovani figli del premier "continueranno a lavorare con totale dedizione e questa circostanza credo che sia la migliore conferma del fatto che non sono in vista disimpegni di alcun tipo".

"Nel futuro la parola contendibilità almeno come ipotesi acquisterà un senso" e Confalonieri si è soffermato sul recente collocamento di titoli Mediaset, che ha visto Finivest scendere al 33,364% del capitale. Il presidente ha ricordato "si parla molto della difficoltà di attrarre investimenti nel nostro Paese, si dipinge un quadro negativo certamente con qualche esagerazione, ma resta il fatto che Mediaset e' ritenuta un partner affidabile non solo in Italia ma anche all'estero dato che il 26,4% di Mediaset e' in mano ad azionisti inglesi ed americani".

L'assemblea degli azionisti di Mediaset ha quindi rinnovato l'autorizzazione al Consiglio di amministrazione per l'acquisto di azioni proprie fino a un massimo di 70 milioni di azioni del valore nominale di 0,52 euro (pari al 5,92% del capitale sociale). Il riacquisto potrà avvenire in una o più volte fino all'approvazione del bilancio al 31 dicembre 2005 e comunque per un periodo non superiore a 18 mesi dalla delibera dell'assemblea.

L'assemblea ha inoltre autorizzato il Cda a vendere le azioni acquistate. Le vendite avverranno a un prezzo non inferiore al 90% del prezzo di riferimento registrato dal titolo nella seduta precedente ogni singola operazione.

L'assemblea di Mediaset ha inoltre approvato il bilancio consolidato relativo al 2004 il cui utile netto è stato pari a 500,2 milioni di euro in crescita del 35,3% rispetto all'anno precedente. E' stato approvata la distribuzione di un dividendo di 0,38 euro per azione in crescita del 65% rispetto all'anno precedente.