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16/1/2004

"Ecco il conto del tesoro di Tanzi"

Nuove rivelazioni,"no comment"dagli Usa

L'avvocato Carlo Zauli, che già aveva anticipato l'esistenza di un tesoro di Tanzi presso la Bank of America, ora fornisce i dettagli di questa clamorosa rivelazione. Zauli indica un conto della Bank of America di New York, il numero 8660001841. Proprio qui si troverebbero 7 miliardi di dollari investiti in obbligazioni Usa che sarebbero transitati anche attraverso 8 banche italiane. E profitti legati a questi bond avrebbero come beneficiaria una banca maltese che opererebbe per conto di Parmatour SA of Malta, società riconducibile alla famiglia Tanzi. Dal canto suo la Bank of America si è trincerata dietro un "no comment" rifiutandosi di fatto di replicare alle rivelazioni dell'avvocato.

Zauli ha spiegato a Tgfin il sofisticato piano finanziario che Tanzi e i suoi uomini avrebbero messo in atto nel corso degli ultimi anni e l’avvocato di Forlì ha dichiarato di aver ricostruito il complicato percorso del denaro grazie alla collaborazione di un team di esperti investigatori operanti in diversi Paesi.

Risulterebbero coinvolti dunque più istituti di credito nazionali. Ognuno di questi avrebbe avuto l’incarico di trasferire alla Bank of America di Milano una parte del complessivo ammontare che doveva alla fine arrivare oltreoceano. Proprio in questo senso, la parte del leone la avrebbe fatta la Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza (ora gruppo Banca Intesa) che avrebbe spostato oltre 2,7 miliardi di dollari. L’Unicredito invece avrebbe trasferito oltre 1,2 miliardi di dollari. E sulla lista fornita dall’avvocato Zauli compaiono poi il San Paolo Imi con 790 milioni di dollari trasferiti, il Monte Paschi di Siena con 355 milioni di dollari, il gruppo Capitalia con 287 milioni di dollari, la Banca Monte Parma con 100 milioni. E, ancora, la Banca di Piacenza con 621 milioni e la Banca Popolare Lodi con 816 milioni. Ognuno di questi istituti avrebbe compiuto i relativi trasferimenti alla Bank of America di Milano in diverse tranche, distribuite su un arco di tempo che va dal 1999 al 2002.

I soldi sarebbero poi passati dalla Bank of America di Milano alla sede di New York dello stesso gruppo creditizio. E questo passaggio sarebbe avvenuto tramite una cosiddetta operazione di compensazione: il conto in Italia sarebbe stato “decreditato” e, contemporaneamente, quello americano sarebbe stato accreditato per pari valore. Il tutto praticamente in tempo reale.

Arrivato a New York, il denaro, sempre secondo la ricostruzione dell’avvocato Zauli, sarebbe stato investito in bond dello Stato americano. Alla Federal Reserve gli oltre 7 miliardi di dollari sarebbero stati indicati da Bank of America come fondi riconducibili al gruppo Parmalat (per conto degli obbligazionisti dell’azienda di Collecchio).

Poi, nel maggio del 2003, sarebbe scattata una ulteriore operazione finanziaria, collaterale e di tipo “bank to bank”: l’enorme disponibilità economica sarebbe sostanzialmente servita come garanzia per una nuova manovra speculativa realizzata tramite il coinvolgimento operativo della Jp Morgan Chase. La Bank of America si sarebbe in sostanza impegnata a mettere a disposizione della Jp Morgan Chase un valore pari a quello dei bond per il periodo di tempo che va dall’agosto del 2003 al maggio del 2004. Incassando così relativi consistenti profitti.

E veniamo all’ultimo passaggio della fitta trama finanziaria. Zauli spiega che, grazie ad un sistema di scatole cinesi a livello internazionale, proprio i profitti legati all’operazione bank to bank con Jp Morgan Chase sarebbero stati, mese per mese, accreditati presso la Central Bank of Malta. E il meccanismo starebbe continuando a funzionare tuttora visto che l’operazione è destinata ad esaurirsi nel maggio del 2004. Beneficiaria la Investment Finance Bank of Valetta, struttura finanziaria che opererebbe su questo dossier per conto di Parmatour SA of Malta, società riconducibile alla famiglia Tanzi. In particolare, i reali aventi diritto economico dei profitti risulterebbero essere cinque personaggi: Calisto Tanzi, Stefano Tanzi, Francesca Tanzi, Giovanni Tanzi e Fausto Tonna. Si tratterebbe di un volume di profitti enorme. Pur al netto delle percentuali di competenza di Bank of America e di Jp Morgan Chase, si parlerebbe infatti di diversi miliardi di dollari.

In virtù di tutta questa ricostruzione, l'avvocato Carlo Zauli afferma che intende porre in essere, unitamente ad altri legali, tutte quelle iniziative volte a recuperare il patrimonio occultato. Zauli conferma, infine, che procederà, nei tempi e nei modi che saranno ritenuti più opportuni, al deposito presso la sezione fallimentare del Tribunale di Parma di un ricorso mirato ad ottenere il sequestro delle enormi somme che si troverebbero sia negli Stati Uniti sia a Malta.