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19/2/2004

Osterie d'Italia 2004

Sussidiario del mangiarebene

Pasta e fagioli con una base di soffritto leggera e un filo di olio extra-vergine, un locale dall'ambiente familiare dove il menù viene "raccontato" dalla voce del patron...E' di scena l'osteria, una delle tante, sparse per l'Italia, che la 14ma edizione di Osterie d'Italia, di Slow Food, ha raccolto anche quest'anno  per chi cerca sapori schietti e riconoscibili, capaci di restituire l'identità gastronomica di un territorio con un occhio di riguardo ai prezzi.

 ”Sussidiario del mangiarbere all’italiana” recita il sottotitolo. E "mangiare bene" è la parola d'ordine di questa Bibbia della buona cucina, quella più aderente ai sapori "di una volta", fatta con materie prime genuine lavorate artiginalmente e di tradizioni locali.

Oltre 300 collaboratori hanno passato al setaccio Italia, Canton Ticino e Tirolo per verificare gli indirizzi già conosciuti e scoprirne di nuovi, garantendo l’affidabilità e il rinnovarsi della guida. I locali segnalati nell’edizione 2004 sono 1610, dei quali 236 sono le novità. Sono 180 i locali che possono sfregiarsi dell’ambitissima “Chiocciola” (simbolo di Slow Food) perché in sintonia con la filosofia del movimento fondato da Carlo Petrini: ambiente, cucina ed accoglienza. 503 sono le “Bottiglie” ad indicare le cantine particolarmente fornite e 234 i “Formaggi” per segnalare selezioni casearie ricche e qualificate.

Una delle peculiarità della guida è poi la presenza di percorsi attraverso tradizionali luoghi del cibo e della convivialità: dai “giri di ombre” di Venezia, Verona, Padova e Gorizia, ai chioschi della piadina romagnola, ai “fornelli” pugliesi. Il libro continua a privilegiare quei locali che, riallacciandosi alla tipologia delle osterie, delle trattorie, dei ristoranti familiari, sposano la gastronomia che in quei luoghi si pratica da sempre, un repertorio popolare frutto del “modo di fare” di cuochi e donne di casa le cui ricette si sono tramandate attraverso le generazioni.

Un altro fattore accomuna i protagonisti della guida: coniugare offerta e qualità con costi ragionevoli; tutti i locali presentano un conto che non supera i 35 euro (vini esclusi). La cifra rappresenta un limite che si ritiene possa consentire a qualunque ristoratore (anche nelle città più grandi e più care) di offrire un pasto quantitativamente congruo e di buon livello qualitativo.