FOTO24VIDEO24ComingSoon.itDonneGraziaMeteo.itPeopleTGCOM24
La Diretta

Vittorio Sgarbi, un discorso "al cane" per rispondere agli animalisti

Con un video sul suo profilo Facebook, il famoso critico si difende dalle accuse sullʼuso del termine "capra" e afferma che continuerà a usarlo

Vittorio Sgarbi, un discorso "al cane" per rispondere agli animalisti
Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi non le manda a dire. Il critico ha postato un video sul suo profilo Facebook per rispondere agli animalisti che lo hanno denunciato per l'uso improprio della parola "capra". "Lo dirò quanto voglio", assicura l'ex sottosegretario. Poi, rivolgendosi a un cane: "Cane, ti dirò cane, o dovrò chiamarti Dio? Perché se ti chiamo cane ti potrei offendere, se ti chiamo Dio, offendo Dio".

Qualche giorno fa il presidente dell'Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa) aveva presentato un esposto alla procura di Ferrara contro Sgarbi "per verificare se l'uso dispregiativo del termine, che lo stesso critico d'arte usa a sproposito, non sia un incitamento al maltrattamento di animali". "La nostra è una provocazione - aveva commentato Lorenzo Croce - fatta contro chi delle provocazioni ha fatto un modo di vivere".

Cane! Ti dirò cane...

Cane! Ti dirò cane o dovrò chiamarti Dio?"L'Aidaa ha presentato un esposto alla Procura di Ferrara contro il critico d'arte che usa come epiteto il nome dell'erbivoro contro i suoi detrattori"Ecco la risposta.

Posted by Vittorio Sgarbi on Lunedì 4 gennaio 2016

Commenti

Commenta
Disclaimer

Grazie per il tuo commento

Sarà pubblicato al più presto sul nostro sito, dopo essere stato visionato dalla redazione

Grazie per il tuo commento

Il commento verrà postato sulla tua timeline Facebook

Regole per i commenti

I commenti in questa pagina vengono controllati

Ti invitiamo ad utilizzare un linguaggio rispettoso e non offensivo, anche per le critiche più aspre


In particolare, durante l'azione di monitoraggio, ci riserviamo il diritto di rimuovere i commenti che:

- Non siano pertinenti ai temi trattati nel sito web e nel programma TV

- Abbiano contenuti volgari, osceni o violenti

- Siano intimidatori o diffamanti verso persone, altri utenti, istituzioni e religioni

- Più in generale violino i diritti di terzi

- Promuovano attività illegali

- Promuovano prodotti o servizi commerciali