9/2/2010

Uno strano Annozero

Telebestiario di Francesco Specchia

Che bella faccia che aveva Giovambattista Tona in tv. Era una faccia paffuta, sormontata da occhiali da travet: onesta, nient'affatto ideologica, l'autentico coraggio della normalità. Il giudice per le indagini preliminari di Caltanissetta Tona l'altra sera era intervistato da Sandro Ruotolo ad Annozero. Le cosche mafiose di Gela che erano pronte a uccidere l'ex sindaco Rosario Crocetta, avevano minacciato una sua cugina credendo fosse la sorella. Alla domanda di Ruotolo su cosa pensasse di fare, su quale tipo di terrore l'attanagliasse ogni giorno, Tona ha buttato alle ortiche ogni vocazione martirologica. Ha appena alzato gli occhi da cagnone e si è scusato con gli amici e i parenti per il pericolo che indirettamente gli stava portando: «Ma devo continuare ad andare al lavoro sapendo che c'è rischio e il rischio fa parte della vita... perchè la Mafia è sfuggente, non devi mai pensare di averla vinta dopo uno, cento, mille arresti. La mafia è una fotografia sfocata sempre in movimento...».

Punto. Tona somigliava a John Belushi che aveva appena pagato le tasse. Ma le sue parole -diomio- erano di una potenza civica e d'una dignità inaudite. Dopo le minacce al giudice l'intera città di Caltanissetta si è svegliata e, in quadrata falange, s'è proposta di fargli da scorta. Nel pubblico c'erano ragazzi dal volto lindo. Non erano quelli che ci ricordavamo dai tempi di Falcone, ma le facce - vi giuro - erano identiche: stessi lividi dell'anima, stessa ragnatela d'emozioni. Ce n'era uno che diceva «che si debbono onorare gli eroi in vita non da morti» (e Tona si girava come per dire: “di chi sta parlando?”): e un altro, il nipote di Rocco Chinnici servo dello Stato morto ammazzato, che giurava «da grande voglio fare l'ufficiale dei carabinieri, per tornare qui e arrestare i mafiosi». C'erano colleghi di Tona scesi da Torino per aiutare nella lotta. Scene di grande impatto emotivo. È un peccato che l'avvocato Ghedini in studio abbia tentato d'ironizzare. Come è un peccato che Santoro (bravo, comunque) usi questi argomenti illuminati, per attaccare Berlusconi e difendere - astutamente - tutta la magistratura in blocco. Tona, peraltro, è uno di quelli che ha archiviato i processi mafiosi del premier. Un tosto dalla bella faccia, diversa da uno dalla faccia tosta.

Francesco Specchia


Ultimo aggiornamento ore 09:05


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