Clemente Mastella contro le fiction sulla mafia. Dopo aver "fatto da postino ad una richiesta che veniva dal presidente della Corte d'appello di Messina e averla trasferita al Csm, al direttore generale della Rai e al presidente della commissione di vigilanza", bloccando di fatto la programmazione de La vita rubata, ha criticato anche Il capo dei capi la fiction su Riina in onda su Canale 5.
Motivo dello stop sulla storia di Graziella Campagna (uccisa perché testimone involontaria di un delitto di mafia) è che il 13 dicembre si celebra il processo di secondo grado agli assassini. Le critiche, invece a Il capo dei capi, da parte del ministro arrivano semplicemente per una questione deontologica: "Non vorrei che una fiction come questa fornisse dei modelli da emulare". Immediato il commento di Mediaset: "La cronaca e la storia, per quanto scomode, non si possono ignorare. Il capo dei capi, come tutti quelli in precedenza mandati in onda su pagine drammatiche della vita del Paese, non fa altro che ricostruire fatti di cronaca col massimo rigore. L'importante è raccontare i fatti in maniera accurata e attendibile".
Ecco i commenti dei diretti interessati.
Clemente Mastella: "Ho assistito a una qualche polemica di troppo. Capisco, è comprensibile, ma io non ero ministro all'epoca, quando c'è stato questo 'rallentamento' (il Guardasigilli si riferisce ai ritardi sul deposito delle motivazioni della sentenza di primo grado che portarono alla scarcerazione del presunto killer per scadenza dei termini di custodia cautelare, ndr). Anzi, per quanto mi riguarda ho esercitato le mie prerogative con un'inchiesta che io ho determinato''.

Sandro Curzi (consigliere d'amministrazione Rai ): "Siamo proprio sicuri che una fiction potrebbe 'turbare la serenità dei giudici della Corte d'Assise d'Appello' che esaminano un caso di omicidio di mafia avvenuto ben 22 anni fa? Io credo di no. Anzi l'ipotesi mi appare francamente irrispettosa delle caratteristiche di autonoma capacità di analisi che deve qualificare l'esercizio della giustizia. In tutti i casi, la decisione del direttore generale della Rai di sospendere la messa in onda de La vita rubata mi è parsa subito immotivata e comunque precipitosa. Anche dal punto di vista della autonomia operativa dell'azienda, che non può automaticamente uniformarsi a richieste o pretese che pur provengano da autorità quali il presidente della Corte di Appello di Messina e il ministro di Giustizia"
Nino Rizzo Nervo (consigliere Rai che ha scritto una lettera al direttore generale Claudio Cappon): ''Ti dico subito con franchezza che la decisione non mi sembra condivisibile.Credo che non vi sia alcun ragionevole motivo che impedisca la messa in onda di quella fiction. In sostanza i giudici di Messina sostengono che la sua visione potrebbe influenzare il giudizio della Corte, soprattutto quello della giuria popolare. Tale asserzione è poco verosimile. Sono convinto che condividerai con me il fatto che non può passare il principio che alla televisione non è consentito raccontare i casi di cronaca: sarebbe la morte del racconto di inchiesta in tutti i suoi format televisivi. Per questo io credo che accogliere la richiesta dei giudici di Messina sarebbe un gravissimo precedente percè‚ c'è il rischio che possano essere bloccate sine die, vista la lentezza della giustizia in Italia, altre fiction i cui contenuti riguardano vicende i cui processi nei vari gradi di giudizio sono ancora in corso''.
Giovanna Bianchi Clerici (consigliere Rai ): "Eccesso di prudenza, di zelo nella decisione del direttore generale Rai Claudio Cappon di sospendere la messa in onda della fiction La vita rubata. Una scelta della quale aspetto spiegazioni in Cda. Capisco l'opportunità di non interferire in una vicenda processuale ma è anche vero che tante trasmissioni in tv trattano temi legati a inchieste ancora aperte".
Maurizio Gasparri (parlamentare di An ed ex ministro delle telecomunicazioni)): ''Che poteri ha il ministro Mastella sulla Rai, tali da consentire un'autentica censura del film tv La vita rubata. E' ridicolo che la Rai abbia bloccato la messa in onda del film in base alla richiesta di Mastella che si giustifica facendo riferimento all'udienza del prossimo 13 dicembre del processo di appello dei killer di Cosa nostra condannati in primo grado per l uccisione della ragazza. Ogni sera programmi di informazione sono dedicati a delitti e vicende drammatiche di cronaca senza attendere l'esito processuale. Mi chiedo per quali ragioni la Rai abbia soggiaciuto a questa indebita interferenza e quali siano i danni subiti dall Azienda stessa ma anche dai produttori, il regista, gli interpreti del film tv. di un inedito ed inaudito intervento censorio attuato da un ministro i cui provvedimenti hanno determinato la scarcerazione di decine di migliaia di criminali, anche coinvolti in attività delle cosche della criminalità organizzata, sul quale il governo deve rispondere con immediatezza?"

Beppe Fiorello (interprete della ficton La vita rubata, al telefono Federica Sciarelli, durante Chi l'ha visto?): "Sono dispiaciuto, ho dovuto capire sulla mia pelle che dobbiamo ancora subire forme di censura. Non puntiamo il dito contro nessuno, ma vogliamo giustizia e verità. Vogliamo che non accada piu' niente di simile. Vi prego, sbloccate questa situazione''.
Pietro Campagna (fratello di Graziella, ospite a Chi l'ha visto?): "'Quei fatti mi hanno segnato la vita, mi sono chiesto spesso che cosa abbia pensato mia sorella nel tragitto di 15 chilometri che la separarono dai boschi orribili in cui fu uccisa. Magari ha chiesto pietà, ma pietà non ha avuto dai suoi aguzzini. Eppure il ministro non ci ha pensato tre volte: li ha graziati con l'indulto e in più si è preoccupato della fiction''.
Giuseppe Giulietti (portavoce di Articolo 21 e componente della Commissione di Vigilanza per il Pd): "Quali criteri seguirà ora la Rai per la sospensione di fiction che hanno contenuti d indagine e processuali in corso. E quali criteri seguirà se la questione verrà affrontata in un contenitore giornalistico? Il Ministro Mastella non ha potuto fare altro che trasmettere alla direzione generale della Rai la richiesta di sospensione della fiction dedicata alla storia di Graziella Campagna, coì come era stata richiesta al Ministero dal Presidente del Tribunale di Messina. La questione, delicata, interessa la Rai. Quale criterio ha seguito la Rai e quale criterio intenderà seguire per casi analoghi?".
Carlo Lucarelli (conduttore e scrittore Rai): ''La decisione della direzione generale della Rai di sospendere la fiction sul delitto di Graziella Campagna rappresenta un brutto precedente. In base a questo principio non potremmo fare fiction su quasi niente. Paradossalmente, anche la fiction Il capo dei capi dovrebbe essere sospesa. E poi mi chiedo, come può una fiction turbare i giudici di Messina, che sono stati così placidi e tranquilli per tutto questo tempo tanto da far annullare la custodia cautelare dei condannati per decorrenza dei termini entro i quali andava depositata la sentenza''.
Alessandro Jacchia (produttore della fiction La vita rubata): "'Se non domani, quando? Il rinvio è stata deciso in base a dei criteri di valutazione sui quali la Rai ha piena autonomia. La data citata nella nota del ministro Mastella è 13 dicembre p.v., giorno in cui si celebrerà un udienza del processo d'appello. Giacchè il film non andrà in onda per questioni di opportunità, quando termina tale sospensione? Dopo l'udienza? Dopo la sentenza? Dopo l'avvenuto deposito della sentenza? Dopo l'eventuale ricorso in cassazione? Oppure, ancora, dopo il deposito della sentenza definitiva? Quale è il criterio