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30/10/2006

Caso Lippi, Mediaset risponde

"Qui non si fa tv spazzatura"

Mediaset non fa tv spazzatura: la direzione Risorse artistiche dell'azienda respinge al mittente le accuse rivolte da Claudio Lippi a Buona domenica nell'argomentare la sua decisione di abbandonare la trasmissione. Mediaset ricorda che il presentatore è stato quest'anno l'unico confermato del cast precedente ed è stato inserito anche nella squadra degli autori, partecipando così alla costruzione del programma, e si rammarica del fatto che Lippi non abbia espresso il suo dissenso ''in forme più costruttive''. ''Dopo aver esaminato le recenti dichiarazioni di Claudio Lippi e dopo la messa in onda dell'ultima puntata di Buona Domenica, dove l'artista non si è presentato, la Direzione Risorse artistiche di Mediaset precisa quanto segue'', si legge nella nota di Cologno Monzese. ''1) Come è noto quest'anno Buona Domenica è stata totalmente rinnovata e tutto il cast precedente non è stato confermato con l'unica eccezione proprio di Claudio Lippi che ha regolarmente partecipato al programma per cinque puntate consecutive quale unico elemento di continuità. 2) Spiace che un professionista come Claudio Lippi abbia deciso di abbandonare, a poche ore dalla messa in onda, un programma importante con dichiarazioni ingenerose nei confronti di Buona Domenica, Canale 5 e Mediaset.

 3) L'attenzione e l'affetto di tutti nei confronti dell'artista sono sottolineati anche dal fatto che quest'anno, per la prima volta, Claudio Lippi, come da sua richiesta, è stato accolto tra gli autori del programma partecipando alla sua costruzione sin dall'inizio''.

''Fin qui i fatti, incontestabili'', continua l'azienda. ''Naturalmente respingiamo l'accusa di perseguire la cosiddetta 'tv spazzatura', etichetta a pronta presa spesso utilizzata per nascondere altro tipo di disagi malgrado, in questo caso, ci siano stati ripetuti contatti con le strutture aziendali preposte. Auguriamo a Claudio Lippi di ritrovare al più presto la serenità per proseguire il suo cammino professionale. E, prendendo atto della diversità di vedute di Lippi rispetto a tutta la squadra degli autori, non possiamo non rammaricarci del fatto che, dopo 28 anni di collaborazione con l'azienda", conclude la nota, "l'artista abbia espresso in tal modo il proprio dissenso senza cercare forme più costruttive per manifestarlo''.