"Pensavo di divertirmi di più"
Sanremo, lo sfogo di Panariello
dal nostro inviato Domenico Catagnano
Troppo facile, quasi scontato, tirare in ballo l'apologo della volpe e l'uva. Però se Giorgio Panariello continua a dire che degli ascolti non gliene frega nulla trovandosi a commentare dei dati deludenti, avrebbe detto la stessa cosa se l'audience non fosse stata così bassa? Il conduttore, anche nella conferenza stampa di chiusura del Festival, continua a dire che lui ha proseguito in coerenza con la sua idea di spettacolo, ma non è stato capito.
"Pensavo di divertirmi di più, di poter prenderlo per quello che era - ha evidenziato - e invece quando sei qui ti senti come un microrganismo sotto un microscopio e in queste condizioni le cose non vengono più in maniera naturale e divertente. Ci siamo ritrovati nostro malgrado a dover fare conti con cose che sinceramene a noi importavano veramente poco. Sono stato vivisezionato". "Il consiglio a chi verrà dopo di me è concentrarsi soprattutto sullo spettacolo", aggiunge. "Ora sono curioso di capire se questo Festival riuscirà a fare vendere dischi", conclude.
Il Direttore di Rai 1 Fabrizio Del Noce approfondisce l'analisi."Non è un Festival dei flop, delle delusioni, noia e sconfitta come è stato detto. E' un festival difficile perchè veniva da un'edizione di grande successo. Qualche errore ci può essere stato, però credo sia stato un Festival che ha seguito con dignità le sue premesse", ha affermato. "C'e' stato - continua Del Noce - qualche errore di impaginazione. La gara poteva avere un pathos maggiore. Sono mancate molto le polemiche, poche all'inizio e troppe durante le 5 giornate". E riconosce a Panariello un merito: "Sotto un'ondata di critiche ha mantenuto la sua linea, Giorgio non ha perso la testa ne' scelto scorciatoie, ha avuto l'umiltà dopo la prima sera di fare correzioni di rotta". Si è poi soffermato sull'ultima serata: "E' stata una bellissima trasmissione, originali i duetti di Pausini e Ramazzotti. Il finale è stato in linea con quella che era l'idea editoriale di Panariello: l'eccellenza italiana".
Sul meccanismo della gara interviene il direttore artistico Gianmarco Mazzi: "Prendo atto di questa votazione e secondo me gli artisti piazzati sono molto bravi. Ma ognuno di noi fa un pronostico: io ne avrei sbagliati tre su quattro, ma è una nota di merito. Se noi stessi ci sbagliamo vuol dire che il meccanismo ha dato varietà al voto. Tutto sommato, dopo i giorni caldi, le delusioni dei primi momenti si sta tutto stemperando. Adesso le canzoni vengono affidate al giudizio più importante, il pubblico". E poi racconta come è nata la partecipzione di Povia. "Fra i primi incontri - sottolinea - in luglio, c'è stato quello con lui che casualmente ci fece sentire il brano con la chitarra. Dopo 'I bambini fanno oh' ci sembrava bello".
Chiusura con un occhio al Sanremo che verrà. Victoria Cabello fa capire che il Festival rimarrà un evento isolato nella sua carriera, Ilary Blasi si propone come cantante. Ma il vero interrogativo è chi lo presenterà l'anno prossimo. Uno spettro si aggira sulla città dei fiori: Pippo Baudo.
