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10/6/2005

Reality russo sbarca in America

Dom-2: in palio villa matrimoniale

Arriva il primo reality show made in Russia da esportazione, Dom-2 (La Casa-2), che presto invaderà il mercato americano. Alcuni agazzi e ragazze, in una girandola di flirt, puntano a formare la coppia vincitrice destinata al premio finale: una villetta matrimoniale da 120.000 dollari. Alcuni deputati russi hanno presentato un esposto alla magistratura, denunciando il programma come pornografico.

In onda da ormai un paio d'anni, tra le polemiche ma con buon successo di ascolti, sul canale russo via cavo Tnt, la trasmissione ha acceso l'interesse della Sony international, che ne ha appena acquistato i diritti dagli ideatori e produttori moscoviti, secondo quanto scrive oggi il giornale Kommersant. La Sony ne trasmetterà dapprima alcune puntate russe tradotte, poi - sulla base dello stesso format - realizzerà una versione ritagliata su misura per il pubblico dell'America Latina e degli stati meridionali degli Usa, che si intitolerà 'How to build your love' (Come costruire il tuo amore).

Per la Russia si tratta di una novità assoluta, poiché il paese si era limitato finora a comprare dall'Occidente questo tipo di prodotto (compreso il format del 'Grande Fratello', divenuto 'Bolshoi Brat' nella traduzione russa diffusa in questa stagione televisiva): un fenomeno sfociato negli ultimi anni in una sorta di mania anche oltre la ex cortina di ferro. Il 'salto di qualita" stenta tuttavia ad accendere l'orgoglio patriottico. Giudizi pesanti sui reality sono condivisi da gran parte della critica tv russa, mentre fremiti d'indignazione e di disgusto (e persino invocazioni censorie) sono rimbalzati di recente in parlamento e nel governo. Il ministro della cultura Aleksandr Sokolov ha bollato ieri come "ripugnante" proprio 'Dom-2', col suo corredo di walzer e scene osé tra le varie coppiette esposte alle telecamere.

Un parlamentare nazionalista non ha esitato ad accusare la presentatrice della trasmissione - Ksenia Sobciak, figlia ipermondana e un po' sventata del defunto sindaco liberale di San Pietroburgo (e mentore politico di Vladimir Putin) Anatoli Sobciak - di "favorire la prostituzione". E di comportarsi "né più né meno che come una ruffiana".