Bormio 2005: Rai nella bufera
In tutto il mondo aspre critiche
I mondiali di sci di Bormio 2005 trascinano la Rai in una valanga di polemiche e recriminazioni. Un agitazione sindacale dei tecnici della televisione statale fa saltare lo slalom gigante maschile perché non si può garantire la diretta televisiva. Immediate le polemiche di telespettatori, atleti e organizzatori, ma non c’è niente da fare, la gara non può cominciare e viene spostata al giorno di riposo, giovedì 10 febbraio.

La bufera travolge i vertici Rai: c’è chi vuole la testa del direttore generale Flavio Cattaneo, e c’è chi auspica un licenziamento di chi ha provocato la sospensione. La verità è che lo sciopero era stato indetto già da parecchio tempo. Il documento in cui si spiegavano le ragioni della protesta, proclamato dal sindacato autonomo Libersind della Rai di Milano, è stato consegnato al prefetto il 17 gennaio. Dopo una settimana lo stesso foglio si trova sul tavolo del Garante. La Rai era stata avvisata che i tecnici di Milano in trasferta in Valtellina avrebbero incrociato le braccia mercoledì 9 febbraio, ma nessuno ha fatto niente, forse pensavano fosse uno scherzo. Eppure i dipendenti che hanno aderito alla protesta erano una quarantina circa, abbastanza per far saltare la diretta del fiore all’occhiello del palinsesto invernale Rai. L’azienda in una nota ufficiale "denuncia il comportamento irresponsabile di una sigla sindacale a livello locale, la cui linea è stata respinta dal vertice nazionale dell'organizzazione, che ha causato stamattina la mancata diretta tv della gara dei Mondiali di Sci di Bormio e quindi l'annullamento" .
Intanto lo stupore si trasforma in rabbia e una piccola palla di neve lanciata dai tecnici Rai si trasforma in una slavina che travolge gli organizzatori, la Tv statale e la Regione Lombardia che ha investito 180 milioni di euro nelle gare. Le 28 reti straniere che hanno prenotato lo slalom gigante rimangono a bocca asciutta. E la stampa straniera si fa sentire. Benoit Lallement, inviato speciale dell’Equipe, autorevole quotidiano sportivo, ha detto: “Non è un bene, né per lo sci, né per il Mondiale. Non so bene di chi sia la colpa se della Rai o della Fisi, di sicuro c’è un perdente lo sci. Mi pare che si sia voluto gestire la vicenda all’italiana”. L’inviato del The Boston Globe, Tony Chamberlain, ha raccontato: “Stupito? Certo che lo sono. In America scioperi nello sport ne abbiamo visti tanti, dal basket all’hockey, per motivi contrattuali. Ma una gara saltata per uno sciopero della tv proprio non me la ricordo”.
Con le polemiche su Bormio inizia il conto alla rovescia per i Giochi invernali di Torino 2006. Manca un anno esatto al via e gli organizzatori pensano a come prevenire situazioni del genere. Evelina Christillin, vice presidente del Toroc, ha spiegato che: "La situazione di Torino è molto diversa da quella di Bormio, perchè abbiamo affidato a una nostra divisione interna il broadcasting. La Rai produrrà alcuni eventi, ma sarà il Toroc ha controllare che tutto vada bene".
