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Paralimpiadi, due ori per lʼItalia con Podestà e Mazzone

Giornata di medaglie per gli azzurri: da Masini e Porcellato arrivano anche due bronzi

Paralimpiadi, due ori per l'Italia con Podestà e Mazzone

Giornata di medaglie per l'Italia alle Paralimpiadi di Rio 2016: il ciclismo trionfa con Vittorio Podestà e Luca Mazzone. Il primo raggiunge il gradino più alto del podio nella categoria H3 con il tempo di 28'19''45. Metallo pregiato anche per Mazzone nella prova a cronometro H2. Giancarlo Masini è bronzo nella categoria C1 così come Francesca Porcellato nella cronometro H3. Leggendario oro nel peso per la non vedente Assunta Legnante.

PODESTA' E MAZZONE D'ORO
Dopo l'impresa di Alex Zanardi, il ciclismo azzurro vive altri momenti di gloria grazie al trionfo di Vittorio Podestà, grande amico dell'ex pilota, che ragala alla spedizione azzurra la quarta medaglia d'oro: dopo il bronzo ottenuto a Londra, il genovese classe 1973 precede tutti nella categoria H3 con il tempo di 28'19''45. Porta in trionfo la bandiera tricolore anche il 46enne Luca Mazzone che nella categoria H2 riesce a far  meglio della coppia americana composta da Groulx e Sheridan; per lui questa è la terza medaglia olimpica ma la prima nella handbike: nelle precedenti edizioni dei Giochi, infatti, il pugliese aveva gareggiato nel nuoto (50 e 200 stile libero).

MASINI E PORCELLATO DI BRONZO
A chiudere una giornata perfetta per il ciclismo azzurro ci pensano Giancarlo Masini e Francesca Porcellato: il 36enne mantovano si mette al collo la medaglia di bronzo ottenuta nella categoria C1, dove ha chiuso la sua gara alle spalle del canadese Wilson e del tedesco Teube. La Porcellato, invece, conquista la sua undicesima medaglia paralimpica grazie a una straordinaria prova nella categoria H3: per l'atleta veneta si tratta dell'ennesimo podio raggiunto in ben tre diverse discipline dopo i trionfi nell'altletica e nel fondo.

LEGNANTE, ORO LEGGENDARIO
Dal lancio del peso arriva un altro oro per l'Italia con un vero e proprio capolavoro realizzato da Assunta Legnante: il capitano dell'atletica leggera paralimpica azzurra è salita sul gradino più alto del podio per la sesta volta nella specialità del getto del peso F11-F12 ma questa volta la misura di 15.74 consegna l'atleta non vedente alla storia delle Paralimpiadi. Per non compromettere la schiena malandata, infatti, la Legnante, ha lanciato senza traslocazione nei primi due tentativi, utilizzando esclusivamnete la forza del suo braccio e senza l'ausilio delle gambe come invece è stato per tutte le altre concorrenti. 

La 38enne originaria di Frattamaggiore, in provincia di Napoli, ha gareggiato tra i normodotati fino al 2012 quando poi la sua vista è drammaticamente peggiorata per via di un glaucoma congenito.

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