FOTO24 VIDEO24 Logo Mediaset ComingSoon.it Donne logo mastergame Grazia Meteo.it People sportmediaset_negative sportmediaset_positive TGCOM24 meteo.it
Podcast DirettaCanale 51
Temi del momento

Italia, polemica per lo sponsor. Ma la Figc precisa: "Nessun logo sulla maglia"

Nel mirino di parlamentari e addetti ai lavori lʼaccordo con una società di scommesse

Italia, polemica per lo sponsor. Ma la Figc precisa: "Nessun logo sulla maglia"

L'accordo di sponsorizzazione tra la Nazionale di calcio e la società di scommesse Intralot, che diventa Premium Sponsor, ha fatto scoppiare la polemica politica bipartisan, con parlamentari del Pd e M5s che hanno chiesto alla Figc di revocare l'accordo. Nemmeno la precisazione della Federcalcio, che ha spiegato che "non ci sarà nessun logo sulle maglie", ha placato i malumori. Contro la partnership, anche Damiano Tommasi e Alessandro Altobelli.

"E' una vergogna", aveva tuonato "Spillo". "Sono preoccupato come genitore, la Figc poteva evitarlo", ha invece detto il presidente dell'Associazione Italiana Calciatori. Contro l'accordo si è schierato anche Claudio Ranieri, che si è limitato a dire che "non è giusto per uno sportivo", senza entrare nel merito della scelta della Figc.

Chi invece ha aspramente criticato l'iniziativa è il senatore M5s Giovanni Endrizzi: "Non volevo crederci", ha scritto sul blog di Beppe Grillo, invocando l'intervento del Parlamento. "Approvi subito la legge per abolire totalmente la pubblicità sul gioco d'azzardo", ha scritto.

La polemica ha indotto la Federcalcio a pubblicare una nota di chiarimento diffusa dall'Agenzia Ansa: "Accordi di questo tipo non prevedono alcun logo sulla maglia, che rimane del tutto pulita(come da regole Fifa), e neppure sulle tute – si legge - L'immagine che si vede in giro è solo una photo opportunity, un dono di tipo personale come quelli fatti tante volte a sponsor, politici, appassionati e giornalisti".

Una difesa che non ha fermato le critiche. "Il problema non si riduce alla presenza o meno del logo sulla maglia, ma consiste nella stessa associazione di una multinazionale di scommesse e gioco online, anche d'azzardo, a formazioni sportive che rappresentano l'Italia nel mondo e che dovrebbero diffondere ben altri valori. Apprezziamo che la Figc si stia ponendo il problema, ma ancora non ci siamo", hanno detto i senatori del Pd Franco Mirabelli e Stefano Vaccari, i primi a sollevare la questione dell'opportunità della sponsorizzazione.

L'annuncio dell'intesa tra Intralot e Figc era arrivato nella giornata di mercoledì, salutata dal presidente federale Carlo Tavecchio come "una partnership incentrata sui valori visto che una parte fondamentale dell'accordo prevede l'impegno in attività sociali, rafforzando così il lavoro della Federcalcio nella promozione della cultura della legalità e per la diffusione di comportamenti consapevoli all'interno del mondo del calcio".

NIENTE CARTELLONI INTRALOT ALLO STADIUMNiente logo di Intralot, la concessionaria di giochi nuovo sponsor 'premium' della nazionale, tra quelli presenti sui cartelloni pubblicitari a bordo campo dello Juve Stadium di Torino, per Italia-Spagna. Evidentemente una conseguenza delle polemiche suscitate dall'annuncio dell'accordo. L'intesa infatti, come ha precisto la Figc, non prevede l'uso del logo su maglie e tute né delle immagini dei giocatori, ma la cartellonistica sì. L'assenza della pubblicità dalla partita lascia pensare a una pausa di riflessione sull'argomento da parte della federazione.

Commenti
Commenta
Disclaimer
Grazie per il tuo commento

Sarà pubblicato al più presto sul nostro sito, dopo essere stato visionato dalla redazione

Grazie per il tuo commento

Il commento verrà postato sulla tua timeline Facebook

Regole per i commenti

I commenti in questa pagina vengono controllati
Ti invitiamo ad utilizzare un linguaggio rispettoso e non offensivo, anche per le critiche più aspre

In particolare, durante l'azione di monitoraggio, ci riserviamo il diritto di rimuovere i commenti che:
- Non siano pertinenti ai temi trattati nel sito web e nel programma TV
- Abbiano contenuti volgari, osceni o violenti
- Siano intimidatori o diffamanti verso persone, altri utenti, istituzioni e religioni
- Più in generale violino i diritti di terzi
- Promuovano attività illegali
- Promuovano prodotti o servizi commerciali