1/8/2007

Abete: "Spero che Nesta cambi idea"

"Anche Totti, ma c'è grande rispetto"

Anche il presidente della Figc, Giancarlo Abete, commenta l'addio all'azzurro di Alessandro Nesta . "C'è rammarico per la sua scelta - spiega il numero uno del pallone nostrano -, ma anche tanto rispetto. Tre Mondiali e quasi ottanta presenze lo meritano". Poi, l'apertura a eventuali ripensamenti, anche a firma Francesco Totti. "Io spero ancora che la situazione si modifichi; anche il romanista troverebbe le porte aperte".

Un altro colpo, atteso ma ugualmente difficile da incassare. Giancarlo Abete non aveva coltivato vane illusioni: la simbiosi fanciullesca tra Alessandro e Francesco non poteva che portare a un annuncio quasi simultaneo, un addio ravvicinato. Dopo il 'niet' del romanista al rientro in azzurro, è arrivato anche il commiato del rossonero. Stesse motivazioni, tra l'altro capite e quasi condivise dal team manager Gigi Riva. Troppe partite, sforzi eccessivi per giocatori che hanno superato la fatidica soglia dei 'trenta' e vogliono prolungare la carriera nelle rispettive squadre di club, con maggiori chance, se non altro per il fatto che sono più ravvicinate a livello temporale, di raggiungere obiettivi prestigiosi. Anche il capo della federcalcio non può far altro che accettare la scelta dei due, senza alimentare polemiche, anzi ringraziando entrambi e lasciando la porta socchiusa.

"Dopo Totti, Nesta - commenta Abete -: è una somma di casi a un anno dal Mondiale, ma le parole del giocatore del Milan e anche quelle del romanista indicano che non c'è preoccupazione per il venir meno del feeling azzurro". Una trincea da 'azzeccagarbugli' d'ordinanza, ma anche il desiderio di restare appeso a un filo lasciato penzolare dai due, forse più per dolcezza dialettica che per reale indecisione. "C'è rammarico - prosegue con maggior realismo -, ma anche rispetto per la decisione di Nesta: ha sommato quasi ottanta presenze azzurre in tre Mondiali, non ha mai rifiutato la maglia azzurra, ha dato tanto alla Nazionale spesso soffrendo infortuni seri. I toni del suo congedo sono stati come sempre molto sereni. E le porte sono state lasciate aperte, senza peraltro mi pare indicare scadenze prestigiose per un eventuale ripensamento. Le motivazioni sono chiare, la difficoltà a gestire i troppi impegni, ma visto il contesto, l'auspicio è che la situazione si modifichi". Un discorso che vuole legare ancora Alessandro e Francesco. "Posso solo prendere atto del fatto che Totti ha parlato di scelta definitiva - conclude Abete -, ma non va escluso che una certa idea non l'abbia detta, ma l'abbia pensata. La speranza, insomma, è che ci possa essere anche in questo caso un ripensamento".