"Sistema Moggi" controllava tutto
Partite, arbitri, Nazionale ed elezioni
Secondo i Pm napoletani Beatrice e Narducci, il "sistema" con a capo Luciano Moggi non sono era impegnato a "commettere una serie indeterminata di delitti di frode sportiva per pretederminare i risultati", ma si adoperò per "garantire l'elezione di Carraro alla Figc", lavorava per "fornire indicazioni sulla Nazionale" e, addirittura, raccoglieva "informazioni riservate relative a procedimenti penali in corso".
Il quadro ricostruito dai due Pm napoletani, che martedì hanno richiesto il rinvio a giudizio per 37 indagati, è inquietante per tutto il mondo del calcio. Un sistema che controllava non solo i risultati delle partite, ma tutto ciò che ruotava attorno al mondo del pallone e non solo, con a capo l'ex dg della Juventus.
Praticamente, una cupola formata da designatori, arbitri, dirigenti di club e funzionari della Figc. Il fine principale era legato "a predeterminare i risultati delle partite del campionato di calcio di serie A per la stagione 2004/05 per favorire gli interessi sportivi delle società calcistiche alleate nel sodalizio". All'interno delle ricostruzioni dei Pm si fa riferimento anche Juventus-Parma del 1999/2000 (quella del gol di Cannavaro annullato da De Santis allo scadere) come la madre di tutte le partite truccate.
Come detto, non c'erano solamente le gare, ma la "cupola" si adoperò per "garantire l'elezione di Franco Carraro quale presidente della Figc". C'è di mezzo anche la maglia azzurra, perchè Moggi e soci lavoravano perchè "venissero fornite specifiche indicazioni sulla composizione della formazione della Nazionale italiana di calcio", in modo da assecondare "i contingenti interessi della Juventus".
Anche i bilanci delle società erano coinvolti perchè il meccamismo avrebbe provocato "l'alterazione degli equilibri di natura economico-finanziaria a vantaggio di soggetti funzionali al progetto criminali e penalizzando, viceversa, coloro che ad esso erano estranei". Non c'è solo il calcio, ma addirittura lavorava "perchè venissero raccolte informazioni riservate, relative a procedimenti penali in corso".


