Ancelotti, la terza era rossonera
Prima di lui, cicli di Sacchi e Capello
L'epopea berlusconiana ha vissuto di grandi cicli, legati ai nomi di tre timonieri d'eccezione. Il primo 'conquistatore' europeo fu Arrigo Sacchi, con la doppietta 1989-1990, seguito dal suo successore Fabio Capello, vincitore ad Atene nel 1994 e sconfitto nella finale precedente e in quella successiva. Infine, l'era targata Carlo Ancelotti, con il trionfo di Manchester e l'acuto in terra greca, nella vendetta di Istanbul.
E' arrivata anche quella che tutti consideravano la chiusura di un cerchio sbavato, sporcato e interrotto dall'incubo di Istanbul. Il destino ha regalato al Carletto rossonero un'occasione insperata, la rivincita con il brutto sogno di rosso vestito che ha monopolizzato le notti di chi quel 25 maggio 2005 era in Turchia. E Ancelotti non se l'è lasciata sfuggire, così come i suoi ragazzi, caricati a molla e a cavallo di stimoli impossibili da non provare. Una vittoria della volontà, come ama definire i trionfi milanisti il presidente Berlusconi, stavolta più che mai. Un successo figlio di una disfatta indimenticabile, ma anche dell'entusiasmo di un gruppo guidato e rivitalizzato con sagacia dal capo banda. Placido ma deciso, pronto a schierarsi dalla parte della truppa e a fare il parafulmini senza battere ciglio, magari solo incurvando la peluria che sovrasta il suo occhio sinistro. Un leader silenzioso, ma capace di farsi sentire quando serve, come è accaduto nel ritiro di Malta lo scorso gennaio, autentico crocevia della stagione rossonera. Adesso è nella storia, ha lavato via quanto possibile una macchia indelebile e ha messo in bacheca un'altra 'Coppa dalle grandi orecchie', dopo quella conquistata a Manchester contro la Juve, contro il suo passato.
Prima di lui, altri due 'comandanti' avevano guidato il Milan di Berlusconi nelle campagne europee. Arrigo Sacchi vinse per due anni consecutivi, a Barcellona contro la Steaua e a Vienna con il Benfica, prima che la luce si spegnesse in una notte buia buia contro l'Olympique Marsiglia. Per Fabio Capello, il capo degli 'Invincibili', il bilancio è deficitario: delle tre finali raggiunte in tre anni, solo una ha avuto l'esito trionfale. Le sconfitte contro il 'solito' Marsiglia e l'Ajax di Seedorf, però, sono passate in secondo piano rispetto all'apoteosi di Atene, ancora la Grecia rossonera, contro il Barcellona. Una vittoria che è stata votata come 'la partita del secolo' dal popolo milanista. Una storia fatta di cicli, dunque, e di grandi uomini al posto dio comando. Diversi eppure tutti vincenti, a loro modo. Ancelotti ad Atene, però, per una serie di motivazioni che arrivano dritte dritte da una serata storta in terra turca, ha scritto una pagina di storia che è destinata a rappresentare uno dei cammei più preziosi del grande libro rossonero.

