Juve: prescritta la frode sportiva
Cassazione conferma assoluzioni 2005
La II Sezione Penale della Cassazione ha dichiarato prescritto il reato di frode sportiva nei confronti dell'ex ad della Juve Giraudo e del medico Agricola. Secondo indiscrezioni, sulla vicenda che aveva coinvolto la società per doping, la Cassazione avrebbe dichiarato condivisibile il ricorso presentato dalla Procura di Torino contro le assoluzioni del dicembre 2005, ma non si poteva far altro che prescrivere il reato.
La Cassazione mette la parola fine a una delle vicende più scottanti del calcio italiano, probabilmente seconda soltanto allo scandalo di Calciopoli. Una querelle trascinatasi per nove lunghi anni, dal lontano luglio del 1998, quando Zdenek Zeman, allora tecnico della Roma, gettò dubbi sulla preparazione atletica dei giocatori della Juve, dichiarando che il calcio doveva uscire dalle farmacie e muovendo i sospetti del pm torinese Raffaelle Guariniello, fino al rinvio a giudizio del luglio 2001 quando vennero chiamati a comparire l'allora ad bianconero Antonio Giraudo, il medico sociale Riccardo Agricola e un farmacista torinese. Nel 2002 iniziò il processo e dopo anni di accuse, offese, colpi di scena, interrogatori a fiume di giocatori ed ex calciatori della Juve, la parola della Seconda Sezione Penale della Cassazione: il reato di frode sportiva nei confronti di Giraudo e Agricola viene dichiarato prescritto.
Nel novembre del 2004 il primo grado di giudizio si era concluso con la condanna a un anno e dieci mesi di Agricola e con l'assoluzione di Giraudo perché non c'era la certezza che fosse a conoscenza delle pratiche del medico bianconero. Inizia così l'appello che, nel dicembre del 2005, assolve entrambi gli imputati, ma la Procura di Torino non ci sta e, lette le motivazioni della sentenza d'appello, decide di ricorrere in Cassazione. Secondo i giudici della sentenza d'appello, agli imputati Giraudo e Agricola non si poteva applicare la "frode sportiva" (Legge 401 del 1989) perché "il fatto non è previsto dalla legge come reato''. Ed ora la parola della Cassazione, che pur prescrivendo il reato in sé, ammette come legittimo il ricorso della Procura piemontese. A quanto si è appreso da indiscrezioni del collegio giudicante della II Sezione Penale, infatti, "era astrattamente condivisibile il ricorso presentato dalla Procura di Torino contro le assoluzioni''. Ma non si poteva fare altro che dichiarare la prescrizione. In pratica è stata ritenuta provata la illecita somministrazione di farmaci ai calciatori della Juventus, eccetto che per la eritropoietina (Epo).
Dopo la prescrizione del reato di frode sportiva, in casa Juve c'è soddisfazione. "Un grande successo che sconfessa anni di gogna mediatica perché, con riferimento al tema principale del processo (l'accusa di somministrazione di epo) il ricorso del procuratore generale è dichiarato inammissibile'' dice l'avvocato Chiappero. "E' definitivamente confermata l'assolutoria di Agricola e Giraudo perché il fatto non sussiste''.


