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13/9/2006

Inter: Mancini "retrocede" Adriano

"Meglio la coppia Crespo-Ibrahimovic"

Ancora una prestazione sottotono, l'ennesima da quasi un anno a questa parte. Adriano continua ad essere un oggetto misterioso e anche Roberto Mancini sembra sul punto di perdere la pazienza. "Adriano? Da lui mi aspetto cose diverse - ha spiegato - Per caratteristiche tecniche Ibrahimovic e Crespo costituiscono una coppia migliore rispetto a quella composta da Adriano e lo svedese". Più chiaro di così.

Una crisi irreversibile? Sembra proprio di sì. DelI'mperatore che ha fatto sognare i tifosi nerazzurri si sono ormai perse le tracce da molto tempo. L'ultimo gol risale al 29 marzo, nel 2-1 contro il Villarreal. Poi più niente, con un desolante 0 nella casella dei gol realizzati. E' vero che per un attaccante i gol sono come il pane, ma il brasiliano ha subito una preoccupante involuzione anche dal punto di vista tecnico. Delle sue proverbiali progressioni palla al piede non c'è più traccia, sbaglia passaggi elementari, senza contare che l'intesa con Ibrahimovic è inesistente. Hernan Crespo sembra definitivamente aver messo la freccia del sorpasso nelle gerarchie di Mancini.

Ma Roberto Mancini è anche scuro in volto per la prestazione generale della squadra. "E' un peccato aver cominciato con una sconfitta - ha detto a Sky - Ma non è il caso di fare drammi: di sicuro non siamo al 100%. Ci poteva stare un pari, paradossalmente siamo stati più aggressivi negli ultimi 15': nel primo tempo non li abbiamo quasi mai impensieriti. Siamo stati poco propositivi". Analogie con l'ultima di Champions dello scorso anno, col Villarreal, Mancini le trova solo "nel fatto che come allora abbiamo perso". Adriano ha deluso ancora. "Aspettarsi di più da lui? Mi aspetto di più da tutti, sempre".

Esordio peggiore in Champions non poteva esserci. Le parole di Francesco Toldo ai microfoni di Sky sono pesanti come macigni. "Sono un portiere, e porto la croce del gol: ma sarebbe riduttivo descrivere la nostra sconfitta con quell'episodio... - ha detto il numero 1 nerazzurro - I portieri si prendono le colpe delle sconfitte anche se poi quando si vince non hanno mai i meriti...E invece le grandi squadre hanno grandi difese".

Poi rivela un retroscena. "Io - ha proseguito Toldo - quest'anno avevo anche pensato di smettere: però il povero Facchetti e Moratti mi hanno convinto, e provo a vivere ogni partita con serenità, trasmettendola ai compagni che vivono di tante pressioni. Noi dell'Inter siamo stati deludenti, dopo aver in altre occasioni entusiasmato la gente. Perché questo capita così spesso? Non devo essere io a dirlo". Un interrogativo da girare probabilmente a Roberto Mancini.