Il tris vincente della Juventus
Abbiati, Del Piero e Trezeguet su tutti
Sebbene il 29.o titolo sia frutto di una compattezza di squadra e del contributo di ciascun giocatore alla causa, tre sono i giocatori chiave che hanno saputo dare quel di più che è servito alla squadra per superare i momenti di particolare difficoltà. Su tutti il capitano Del Piero utilizzato col contagocce ma sempre decisivo, il bomber Trezeguet cecchino infallibile e la sorpresa Abbiati degno sostituto di Buffon.
Troppo banale pensare alla cavalcata vincente dei bianconeri come frutto esclusivamente di un lavoro di squadra e di una unità d’intenti. Per restare ai vertici di un campionato per lunghi tratti è troppo ovvio che questo sia necessario, ma per fare la differenza ci vuole ben altro: la stoffa, il carisma, la leadership esplicita o silenziosa di quelli che possono a buon diritto essere considerati gli uomini-scudetto. E non si crede di far torto a nessuno se Alessandro Del Piero, David Trezeguet e l’outsider Christian Abbiati possono essere considerati i giocatori che hanno saputo dare quel qualcosa in più, quando alla Juve è servito stringere la cinghia e i denti per superare i momenti di difficoltà di una stagione logorante. Lo si è visto nel finale di un campionato che senza le prodezze decisive di questi tre giocatori avrebbe potuto prendere una piega ben diversa.
E scusate se è poco che il vero leader, indiscusso dai tifosi, messo in discussione, sin troppo spesso da Capello, Alex Del Piero abbia segnato in 31 gare di campionato 11 gol risultando per 6 volte match winner, specie nei sofferti e risicati 1-0, 1-1 o 2-1 (in Juve-Ascoli, Juve-Messina, Juve-Reggina, Juve-Udinese, Inter-Juventus, Juve-Fiorentina). Tre volte i gol del capitano sono serviti a mettere al sicuro il risultato e soltanto una volta il gol di Del Piero è stato ininfluente ai fini del punteggio finale (Nel 3-0 al Livorno). E se Capello è stato cinico, ma vincente, e lo ha tenuto in campo "solo" per 1776 minuti, Alex non ha deluso, da vero condottiero ha portato a termine il lungo viaggio.
Grande onore e merito, inoltre, al “braccio armato” della Juventus quel David Trezeguet a segno 22 volte in 30 partite. Cecchino infallibile, ha retto quasi da solo il peso dell’attacco bianconero e nonostante sia stato lasciato colpevolmente solo da un’irriconoscibile Ibrahimovic ha giocato e segnato per due. E fa spavento il rapporto tra gol segnati e tiri in porta: 22 contro 38. Il francese, come sempre sornione, ha colpito in maniera letale sbaragliando gli avversari e facendosi carico della squadra in un finale non certo idilliaco ma come sempre alla fine è stato lui il giocatore più decisivo.
E per concludere, la vera sorpresa, passato dal Milan alla Juve tra lo scetticismo generale come risarcimento dei rossoneri ai bianconeri per l’infortunio di Buffon subito nel trofeo Berlusconi, Abbiati ha dimostrato di essere merce preziosa per Capello che non ha esitato a dargli fiducia. E il portierone di Abbiategrasso ha ripagato con grandi prestazioni il tecnico di Pieris. Decisivo con i suoi interventi, freddo, glaciale quando si è giunti alla svolta: nella gara con la Fiorentina, dirottato in campo poco prima dell’inizio a causa di un infortunio di Buffon, ha parato un rigore decisivo a Jimenez che ha tenuto a bada il Milan…a Galliani avranno di certo fischiato le orecchie.


