Fabris 10 e lode, Rocca bocciato
Olimpiadi: il pagellone di Tgcom
Calato il sipario sui Giochi, è tempo di bilanci per la corazzata azzurra, che ha chiuso la spedizione con un bottino di 11 medaglie (5 ori e 6 bronzi). Gioie insperate, come quelle regalate da Enrico Fabris nel pattinaggio velocità e da Giorgio Di Centa nella 50 Km di fondo, hanno fatto da contraltare a flop cocenti, come quelli di Giorgio Rocca e Christian Ghedina. Ecco tutti i promossi e i bocciati secondo Tgcom.

SCI DI FONDO: voto 10 e lode
Due ori e due bronzi, per un’Italia che, dodici anni dopo il fantastico oro di Lillehammer, si conferma ancora tra le superpotenze della specialità. Si parte col bronzo di Pietro Piller Cottrer, ottimo terzo in una 30 Km a inseguimento che tiene tutti col fiato sospeso: nella volata finale, il russo Dementiev e il norvegese Estil bruciano il fondista di Sappada e un Giorgio Di Centa amaramente quarto. Ma è solo l’antipasto di una missione impossibile che si sta per compiere: prima l’oro nella staffetta 4x10 Km, poi il bis, straordinario e soprattutto storico per i colori azzurri, di Di Centa nella 50 Km individuale che chiude la rassegna a cinque cerchi. E, per condire il tutto, il bronzo della staffetta femminile, conquistato da Gabriella Paruzzi (alla sua ultima Olimpiade), Arianna Follis, Antonella Confortola e Sabina Valbusa.
PATTINAGGIO PISTA LUNGA: voto 10
Tre medaglie conquistate di cui due ori ed un bronzo collocano l'Italia al quarto posto nel medagliere di specialità. Una crescita notevole per l'intero pattinaggio azzurro confermata dalla vittoria nell'inseguimento a squadre dove i cinque moschettieri Enrico Fabris, Stefano Donagrandi, Ippolito Sanfratello, Matteo Anesi ed Ermanno Ioriatti hanno sconfitto i colossi del ghiaccio: Olanda, Canada e Stati Uniti. Unica nota stonata nella grande festa azzurra, in questa specialità, le prove non all'altezza dei risultati di Coppa del Mondo per Chiara Simionato, tuttavia, riscattata dalle eccellenti prestazioni dei compagni di squadra maschi.
FABRIS: voto 10 e lode
Il massimo dei voti più la lode al più medagliato dell'intera spedizione azzurra. Il pattinatore di Asiago ha dimostrato di valere tanti ori quanti ne ha conquistati. La vittoria nei 1.500 metri, con un giro finale da paura, resta l'immagine scolpita nella mente. La capacità di trascinare i compagni al successo nell'inseguimento a squadre testimonia le sue doti di leader indiscusso, se poi si considera la sorpresa del bronzo vinto all'esordio nei 5.000 metri ed il tentativo proposto nei 10.000 metri, Fabris può essere considerato il re azzurro dei giochi ed ha soli 24 anni, con ancora dei margini di miglioramento, in prospettiva Vancouver ci sarà da divertirsi.
SLITTINO: voto 10
Il primo oro azzurro dell'Olimpiade è venuto da questa specialità con il "mito" Armin Zoeggeler capace di ripetersi quattro anni dopo Salt Lake, sul gradino più alto del podio in casa. Una medaglia d'oro pronosticata alla vigilia e per la quale l'altoatesino non ha deluso le aspettative. A dare maggiore prestigio alla specialità ci ha pensato, inoltre, l'equipaggio di coppia composto da Gerhard Plankensteiner ed Oswald Haselrieder che ha conquistato una buonissima medaglia di bronzo. Rammarico, invece, per l'altro equipaggio di coppia Patrick Gruber-Christian Oberstolz accreditati alla vigilia di una medaglia e finiti lontani dal podio. In campo femminile delusione anche per Anastasia Antonova vittima di un ribaltamento nell'individuale.
SHORT TRACK: voto 7
Una sola medaglia per l’Italia, ma una medaglia tanto storica quanto sofferta. Un bronzo nella 3.000 metri di staffetta femminile giunto inatteso, dopo la squalifica della Cina. E così Marta Capurso, Arianna Fontana, Katia Zini e Mara Zini hanno regalato l’unica medaglia di specialità ai colori azzurri, nonché la 100.a medaglia olimpica dell’Italia, e già questo vale ben più di una semplice sufficienza.
BOB: voto 7
Anche qui a farla da padrone è stata la Germania, capace di portare a casa la bellezza di tre ori, ma gli azzurri, pur raccogliendo una sola medaglia di bronzo, hanno emozionato con la coppia femminile formata da Gerda Weissensteiner e Jennifer Isacco, che ha regalato all’Italia uno storico bronzo. Segnali incoraggianti anche dal 24enne Simone Bertazzo.
CURLING: voto 7
La specialità meno conosciuta dei Giochi al pubblico italiano ha riscosso un enorme successo in termini di curiosità e di audience. Il tutto accompagnato dalle buone prestazioni della squadra maschile, all'esordio assoluto in una Olimpiade, andata ad un soffio dalla storica qualificazione alle semifinali, a cui va il grande merito di aver battuto i futuri campioni olimpici e mostri sacri del Canada, per un settimo posto finale più che dignitoso. Meno bene le donne che hanno rimediato più di qualche sconfitta ma che comunque non hanno particolarmente sfigurato.

SALTO: voto 6
Una sufficienza più che altro di stima, soprattutto per la sfortuna che ha colpito gli azzurri alla vigilia dell’Olimpiade, con il forzato forfait per infortunio di Chiapolino e Beltrame. Per il resto appena un undicesimo posto nella gara a squadre e un 27esimo posto con Sebastian Colloredo nell’individuale. Almeno i nostri ragazzi ci hanno provato.
FREESTYLE: voto 6
Neanche in questa disciplina c'erano particolari velleità di medaglia per i colori azzurri ripagati però dal buon piazzamento in campo femminile di Deborah Scanzio giunta nona a ridosso delle migliori. Era dai Giochi del '92 che in questa specialità non si registrava un piazzamento simile.
SKELETON: voto 6
Poche speranze di medaglia nello Skeleton ne quale da anni dominano i soliti volti noti. Il giudizio positivo è merito dell'exploit di Costanza Zanoletti giunta al quinto posto, miglior piazzamento di sempre nella prova femminile, che ha stupito tutti.
HOCKEY: voto 6
Nello sport dominato dalla Svezia, gli azzurri sorridono ma lasciano anche qualche rimpianto. Se le ragazze hanno raccolto soltanto quattro sconfitte, togliendosi la soddisfazione di segnare 3 gol a Russia e Germania, gli uomini sono riusciti a conquistare 2 pareggi con Svizzera e Germania, in entrambi i casi per 3-3. Certo resta il rammarico per non aver vinto nemmeno una partita nel turno preliminare, ma la sufficienza è doverosa.

BIATHLON: voto 5
Nella specialità dominata dalla Germania, che ha raccolto ben 11 medaglie, l’Italia non è riuscita a centrare neppure un podio, anche se sono emersi alcuni segnali incoraggianti, con delle individualità che lasciano ben sperare per il futuro, a cominciare dal quinto posto della 27enne Michela Ponza nella 10 km inseguimento femminile e dal settimo posto del 25enne Christian De Lorenzi nella 20 km individuale.
COMBINATA NORDICA voto: 5
Non ci si aspettava molto dagli atleti impegnati in questa disciplina dal momento che l'Italia presentava in lista di partenza una formazione giovanissima. Nessun risultato di particolare rilievo se non le buone prove offerte, a livello individuale, dal giovane ventenne azzurro Giuseppe Michielli.
PATTINAGGIO DI FIGURA: voto 4
A dar retta all’Auditel merita, senza dubbio, il titolo di sport più amato dagli italiani. Più seguito di un reality-show, questa disciplina, fusione di pattinaggio e danza, ha appassionato tutti, regalando alcune delle emozioni più intense di questi Giochi. Dalla tormentata performance di Barbara Fusar Poli e Maurizio Margaglio all’attesa per la giovane portabandiera italiana Carolina Kostner. I risultati, però, non sono stati all’altezza. Alla coppia azzurra è stata fatale una caduta nel programma originale: nemmeno l’ottima prova del libero ha consentito ai due, al rientro dopo quattro anni, di tornare in lotta per il podio (hanno chiuso sesti). Nona la Kostner, che si è mostrata ancora ben lontana dalle migliori: troppa pressione, troppa attesa, forse, per la sua giovane età, ma Carolina ha sbagliato troppo. Rimandata a Vancouver.
SNOWBOARD: voto 3
Oltre le deludentissime prestazioni sia in campo maschile che in quello femminile dove il miglior piazzamento è stato un insignificante undicesimo posto, la polemica relativa al reinserimento di Isabella Dal Balcon grazie ad una sentenza del Tas è dal punto di vista sportivo il punto più basso toccato nei Giochi. Di certo non una buona pubblicità per una disciplina che deve ancora crescere non solo sotto il profilo sportivo ma anche e soprattutto sotto il profilo gestionale-organizzativo.
SCI ALPINO: voto 2
Che l’Italsci non fosse quella dei tempi della valanga azzurro-rosa era cosa nota dalla vigilia. L’avevano detto tutti i grandi, da Alberto Tomba a Deborah Compagnoni. Ma peggio di così, proprio, non poteva andare. Non una medaglia, una. Non solo. Nemmeno un azzurro a giocarsela, a gareggiare fino all’ultimo per il podio, se si fa eccezione per la quinta piazza di Rocca nella combinata. Pronti via, la prima delusione è arrivata da Christina Ghedina, che alla sua ultima rassegna a cinque cerchi ha chiuso nelle retrovie. Delusione anche da Blardone in gigante e nessuna sorpresa dai possibili outsider, come Fill tra gli uomini e le sorelle Fanchini tra le donne. Gara simbolo del fallimento azzurro lo slalom speciale, in cui, Rocca a parte, il solo Schmidt è riuscito a tagliare il traguardo, col 39° tempo…
GIORGIO ROCCA: non pervenuto
E’ senza dubbio la delusione più grande dei Giochi targati Torino. “Re” Giorgio aveva staccato un buon quinto posto in combinata, tanto per riscaldarsi. Poi, il ritiro per mantenere la concentrazione al massimo. Ma la sua Olimpiade è durata solo 33”: dopo un buon intermedio, Rocca ha incrociato gli sci ed è ruzzolato a terra, gelando tutti gli appassionati che si erano goduti i successi di Fabris, Zoeggeler e gli altri azzurri, in attesa del big più atteso. “Sono soddisfatto così, ho dato il massimo” ha commentato a fine gara il carabiniere di Livigno. Contento lui…

