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30/1/2006

Ultrà Roma, era pronto un agguato

Molotov da lanciare a tifosi Livorno

Non solo svastiche, croci celtiche e striscioni nazisti. La folle domenica dell'Olimpico avrebbe potuto conoscere un finale ben più grave. La Digos, prima della sfida, ha infatti trovato in un borsone sulla pista ciclabile lungo il Tevere sei bottiglie molotov e uno striscione con la scritta "V'avemo bruciati vivi": il tutto preparato da un gruppo di ultrà giallorossi per vendicarsi della tifoseria livornese.

Secondo gli investigatori della Digos le bottiglie e lo striscione, che i tifosi avrebbero dovuto esporre allo stadio, costituivano una sorta di "vendetta": gli ultras probabilmente avevano pianificato un attacco alla tifoseria livornese per vendicarsi dell'incidente che lo scorso anno, sempre durante un match Roma-Livorno, aveva coinvolto un sostenitore giallorosso che perse la mano per lo scoppio di un petardo. Le bottiglie incendiarie trovate dalla Digos probabilmente erano state preparate dalla tifoseria giallorossa per essere lanciate contro la tifoseria avversaria al momento dell'arrivo allo stadio. Lo striscione sarebbe poi stato esposto forse proprio durante il corso della partita.

Ma grazie alla bonifica del territorio intorno all'Olimpico e all'attività investigativa, è stato possibile prevenire gli incidenti. Gli stessi treni dei tifosi livornesi hanno cambiato la loro destinazione per evitare che i romanisti potessero assaltare i mezzi. Gli investigatori della Digos hanno sottolineato anche i servizi mirati al filtraggio e ai controlli dei tifosi al loro ingresso allo stadio e l'opera di prevenzione intorno all'Olimpico.