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Nomadi, dal cassetto della memoria, la voce di Augusto Daolio in una serie di brani inediti

Eʼ uscita "I Nomadi 1965-1979: Diario di viaggio di Augusto e Beppe", maxi raccolta tra successi e materiale mai pubblicato. Carletti a Tgcom24: "Eʼ stato come avere Augusto di nuovo accanto"

Nomadi, dal cassetto della memoria, la voce di Augusto Daolio in una serie di brani inediti

I Nomadi aprono il cassetto della memoria per un lavoro che nel ripercorrere la loro carriera riporta alla luce brani mai pubblicati nei quali risplende la voce di Augusto Daolio, storico vocalist del gruppo, scomparso nel 1992. E' "I Nomadi 1965/1979 - Diario di viaggio di Augusto e Beppe". "La voce di Augusto è unica - dice Beppe Carletti a Tgcom24 -. Riscoprire questi brani è stato come averlo di nuovo accanto".

Un cofanetto ricchissimo di materiale. In tutto 4 cd dove accanto ai grandi successi del gruppo nella loro versione originale, grazie alle ricerche effettuate negli archivi storici della EMI, appaiono 11 tracce completamente inedite: di queste 7 sono brani incisi dai Nomadi nella prima metà degli anni 70 e mai pubblicati. I brani hanno subìto un’attenta operazione di mix e mastering che ne ha mantenuto intatti i suoni e lo spirito di quel magico periodo. E ancora demo, le versioni in italiano di successi internazionali ed altre tracce rare. All’interno anche un libro che raccoglie foto inedite, immagini rare e disegni di Augusto Daolio mai pubblicati prima d’ora. E' stato Beppe Carletti a seguire personalmente la compilazione di questo lavoro che, dopo i festeggiamenti per i 50 anni di carriera della band avvenuti l'anno scorso, riporta alla luce una fase ben precisa. "Questa è un'occasione per ascoltare Augusto in canzoni tipiche di quel periodo a cavallo tra gli anni 60 e i 70 - spiega -. Sono tutti brani brevi, molto cantabili e con testi incentrati sull'amore".

Siete andati a scovare cose che sembravano perdute...
Ogni tanto apro un cassetto e trovo cose che avevo dimenticato. In questo caso devo dire grazie alla Universal che è andata a scovare negli archivi delle vere chicche. Alcuni dei demo e degli inediti presenti in questa raccolta li ricordavo, altri devo dire che li avevo dimenticati quindi è stata una scoperta anche per me sentire un Augusto con una voce così vincente, la sua voce così unica e inconfondibile.  

Come mai erano stati messi da parte?
Perché magari in quel momento non ci credevamo molto o avevamo preferito puntare su altri. Poi quando passa il momento vai avanti e non recuperi ciò che hai lasciato indietro, e magari lo dimentichi anche se aveva un suo valore. Dopo il 1975 poi i Nomadi si sono spostati in un terreno più cantautoriale e quindi a maggior ragione quei pezzi non erano più utilizzabili.

Che effetto ti ha fatto riascoltare queste canzoni?
E' stato un misto di emozione e commozione. Nel risentire Augusto in questo modo sembrava che fosse lì accanto a me per terminare questo lavoro. Poi sai, si sommano tanti ricordi, di quando abbiamo lavorato a queste canzoni, le abbiamo incise. La sua voce è stata unica. Queste sono cose che ti permettono di ricordare una persona, che è diverso dal vivere di ricordi. Se lui fosse stato ancora qui avrebbe riso nel ritrovare queste canzoni.

La raccolta si ferma al 1979. Dobbiamo aspettarci un secondo volume o gli inediti erano solo relativi a quel periodo?
Il materiale inedito si ferma a quel periodo, non abbiamo altro. Negli recenti non abbiamo prodotto materiale in sovrabbondanza.Tra gli anni 60 e i primi 70, quando il formato principale era il singolo e non l'album, si provinavano molte canzoni. Quando l'Lp ha preso il sopravvento invece si realizzavano quelle canzoni destinate al disco e non oltre. Anche perché sono sempre stato convinto che in un disco mettere più di 10 brani sia sprecato: la gente si innamora di 3 o 4 pezzi, poi il resto lo scorda: che senso ha fare lavori troppo lunghi?

Questo è un lavoro che si ferma alla pubblicazione discografica o pensi di proporre qualcuno di questi brani dal vivo?
Sarà molto difficile. Per ora lasciamole vivere solo nell'interpretazione di Augusto, che è la cosa più importante di questo progetto. Poi... non dico mai, magari una o due potrebbero fare capolino in qualche concerto ma di sicuro non avranno lo stesso sapore.  

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