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Loredana Bertè: "Mi piace pensare che nella mia voce si senta anche Mimì"

La cantante presenta a Tgcom24 il nuovo album "Amici non ne ho.. Ma amiche si" che esce lʼ1 aprile dopo dieci anni di silenzio

Per dieci anni Loredana Bertè si è alzata dal letto "solo per respirare". Perché, come sottolinea a Tgcom24, non aveva "nulla da dire". Adesso che ha imparato a domare il dolore, "che non si cancella", la rockstar italiana torna con un disco tutto al femminile. "Amici non ne ho... Ma amiche si" che esce l'1 aprile, celebra i 40 anni di carriera, e lancia il guanto di sfida ai colleghi maschi: "Non sono solo i 'capitani coraggiosi' a fare squadra".

Loredana ha chiamato a raccolta le cantanti più brave del panorama italiano. Da Emma a Paola Turci, da Patty Pravo a Fiorella Mannoia, che ha prodotto il progetto e che le è sempre stata vicina in questo periodo, da Nina Zilli a Noemi, da Alessandra Amoroso a Bianca Atzei e ancora Irene Grandi, Elisa, Antonella Lo Coco e la corista storica Aida Cooper. La Bertè rivisita le sue canzoni più belle con le colleghe, ma presenta anche due inediti: "E' andata così" di Ligabue e "Il mio funerale" scritta di suo pugno.

Loredana, cosa ci dici di questa collaborazione con Ligabue?
Gli sono molto grata per la stima che mi ha dimostrato. Ci siamo conosciuti in questa occasione, ricordo ancora l'abbraccio caloroso che mi ha ricambiato. Era l'unico autore con cui non avevo ancora avuto nulla a che fare. Mi ha cucito addosso una splendida canzone, quando scrive che 'il microfono è rimasto acceso', ha capito tutto...

Con te cantano tutte donne... Girl power?
Non siamo sempre in competizione noi donne. Molte sono rimaste fuori dal progetto. Qualcuna non mi saluta più (ride, ndr). Volevo convocare la Oxa ma lei odia i cimiteri e non canta se ce n'è uno nei paraggi. Pensa che faccio le serate che lei rifiuta per questo motivo. Io invece li amo i cimiteri, ho scritto anche 'Il mio funerale'...

Come è nato questo brano?
Quando un artista scompare, gli altri sgomitano per partecipare ai funerali. Anche se non lo hanno mai conosciuto. Solo per firmare autografi come è successo al funerale di mia sorella Mimì. Il mio me lo sono scritta da sola, per criticare e graffiare questo mondo così patinato che vuole apparire e non essere. Il mio funerale me lo immagino di mercoledì, come la famiglia Addams.

Tornando all'album c'è una canzone che ti è piaciuta di più?
Tutte le colleghe hanno scelto liberamente la canzone da cantare. Nicoletta (Patty Pravo, ndr) è quella che mi ha emozionato di più. E' la nostra prima volta insieme. Lei, come amo ripetere, ha dato le chiavi a una intera generazione. Sapeva tutto di questa canzone, 'Mi manchi', scritta una sera buia e tempestosa davanti al mar Baltico di Stoccolma. Dopo una litigata di fuoco con il mio ex marito Borg.

Molto emozionante è anche 'Luna', scritta per tua sorella Mia Martini...
Paola Turci ha dato l'anima e il sangue in una canzone così viscerale e così mia. Non era facile cantarla, ci voleva una donna con un vissuto e con un dolore intenso dentro con cui convivi, come faccio io da più di 20 anni. Paola è stata perfetta.

A proposito di Mia Martini, hai voluto ricantare "Stiamo come stiamo", portata da voi due a Sanremo nel 1993. Perché?

Non ero soddisfatta. In quel Sanremo avevo fatto tante versioni della canzone, Mimì cantò la prima edizione del primo testo mentre io cantavo l'ultima. Sai come andò a finire? Non mi ha più parlato per quasi un anno. Mi disse che senza di me sarebbe arrivata prima e non ultima. Era tutto vero. Non lo dimenticherò mai. Così ho deciso di inciderla come sarebbe piaciuta a Mimì.

Cosa puoi dirci della tournée?
Partirà ai primi di luglio, ed è anche previsto un concerto con tutte le amiche a Verona, a settembre. Ancora non c'è una data. Mi piacerebbe che diventasse anche un evento tv. Chissà. Ma già nelle varie tappe ospiterò le colleghe che vorranno venire a trovarmi. Fiorella ed Emma si sono già prenotate...

Come riassumi questi 40 anni di carriera?
E' andata così. Non ho ancora fatto pace con la vita. Il dolore non se ne va e il tempo non cancella. Dopo la morte di mia sorella mi sono alzata ogni santa mattina solo per respirare e sopravvivere. Piena di rimorsi per quei 'ti voglio bene' che non ho detto. Oggi canto di nuovo, la voce è molto meglio di quando avevo 20 anni. Mi piace pensare a una cosa bella che mi ha detto Ligabue, che sente molto Mimì nella mia voce.

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