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Ghali: "Dai palazzi della periferia ai Palazzetti, il mio show sarà urban-fantasy...":

Il rapper italo-tunisino dei record annuncia le 12 date del suo tour nelle più imporanti arene indoor italiane

"Riempire un palazzetto non solo di canzoni ma anche di show non è facile. Ho sempre voluto farlo e sto preparando uno spettacolo grandioso". Ghali è quasi pronto per il suo "Tour 2018" nei Palazzetti dello Sport di tutta Italia (dodici). Si parte il 18 ottobre da Mantova, anche se la data più importante per lui, nato e vissuto a Milano, sarà quella del 29 ottobre al Mediolanum Forum di Assago: "Per me è un traguardo incredibile, ho saltato tutti gli step nel mezzo, non ho fatto l'Alcatraz, ma sono passato direttamente dalle discoteche al Forum...".

Non si è montato la testa il giovane italo-tunisino di Baggio, quartiere della periferia ovest milanese, classe 1993, che in nemmeno tre anni ha conquistato tutti, grandi e piccoli, accorciando le distanze generazionali in fatto di musica: "A volte mi arrivano video su Instagram di famiglie che cantano tutti insieme le mie canzoni, i bambini, i ragazzi della mia età, i genitori...", racconta il rapper, consapevole dell'enorme successo raggiunto in pochissimo tempo, ma anche del peso e dei rischi che questo successo comporta: "Per me è cambiato tutto... Prima c'era la rabbia di chi non ha e di chi non viene ascoltato. Adesso c'è un po' di delusione, perché la fortuna arriva, ti dà molto, ma ti toglie o rischia di toglierti, ciò che è veramente importante, destabilizza amici, amori, famiglia...".

Ghali, che arriva dai palazzoni della periferia e dai parchetti milanesi, dove faceva freestyle insieme a Tedua, Sfera, Rkomi e Ernia, in quei palazzoni ci torna di continuo: "Finché i miei amici non riescono a pagare l'affitto e trovare lavoro come faccio a godere appieno della fortuna e del successo che mi sono capitati?". Altro che rolex al polso lui i piedi li tiene ben ancorati a terra: "E' dura avere tanto, di fianco a chi non ha, e questo mi fa avere spesso brutte sensazioni...".

Ma il successo c'è ed è innegabile e i numeri lo ribadiscono: le views dei suoi video su YouTube hanno superato i 450 milioni, con "Cara Italia" prodotto da Charlie Charles, che in poche ore dall'uscita si è guadagnato la posizione n. 1 nella top 20 charts di Spotify, ha raggiunto 4 milioni e 200mila views su YouTube in un solo giorno, mentre "Album", il suo primo disco in studio, è il quinto più venduto dell'intero 2017 e molti dei suoi brani sono stati certificati multiplatino, da "Ninna Nanna" a "Habibi" passando per Happy days".  Un ragazzo d'oro insomma, proiettato già verso i mercati oltreconfine.

Ghali è stato infatti il primo ed unico rapper ad essere salito sul prestigioso palco del Frauenfeld Festival in Svizzera, il più importante festival di musica hip hop d'Europa lo scorso 5 luglio, sul quale si sono esibiti  anche Eminem, Migos, French Montana...

Il successo però Ghali lo sente anche come una responsabilità crescente: "Le aspettative sono tante adesso e questo mi pesa. Prima non avevo nulla da perdere e potevo dire: o la va o la spacca, adesso ogni volta che esco raddoppia tutto e percepisci che la cosa è diventata davvero grande...". Consapevole che potrebbe svanire con la stessa velocità con cui è arrivato: "Mi rendo conto che la mia data di scadenza potrebbe essere dietro l'angolo, ma non mi preoccupa, so che internet ha aumentato il livello di meritocrazia e che se sali in cima devi dimostrare di saperci restare: resti solo se te lo meriti".

E lui, al momento sembra proprio meritarselo. Nei Palazzetti dello Sport di tutta Italia il rapper canterà tutta la sua storia, "il mondo di Ghali", fatto di periferie e di immigrazione: "Da piccolino, quando incontravo difficoltà, cercavo qualcuno che mi rispecchiasse nella musica, e non riuscivo a trovarlo. Ora sono sicuro che quello che racconto sia la storia di tantissimi ragazzi nati o cresciuti in Italia, o che sono appena arrivati in questo Paese".

A chi gli chiede quale sia il suo rapporto verso la situazione politico-sociale dell'Italia lui risponde: "Io sono lo specchio di quello che sta succedendo nel Paese. Un italiano figlio di immigrati che dalla periferia e da una certa storia arriva a riempire un Palazzetto, non era mai successo, questo è già il mio messaggio e il mio legame con la realtà, io rappresento l'integrazione e sono già parte della storia politico-sociale dell'Italia".

Filo conduttore dei concerti sarà quindi "il mondo di Ghali" e il concept del tour, come spiega il rapper: l'"urban fantasy": "Urban perché arrivo dalla strada o boulevard come la chiamo io per essere elegante e fantasy, che è il mondo dei sogni e dei personaggi fantastici a cui mi sento di appartenere..:". E nei manifesti del tour eccolo infatti in mezzo a dei colibrì che col becco gli tirano la camicia...

"Ho sempre avuto un viaggio sul mio concerto e da quando ci siamo messi sotto ho cominciato a scriverlo", racconta Ghali. Aiutato da validi creativi come Claudio Santucci, show designer (che ha curato il design dei concerti di Negramaro, Cremonini e Vasco Rossi) e Jordan Bavel, light designer, lo show che Ghali porterà in giro per l'Italia si preannuncia esplosivo.

"Da sempre, dalla mia prima serata con 100 persone davanti, ho sempre voluto immaginarmi uno spazio grande dove avrei proiettato file inediti, video con immagini della mia infanzia e poi ci sarà una band e un deejay e ospiti, ma non ho ancora pensato a chi... Capo Plaza sicuramente, perché fa parte della sua Sto Records. e forse anche Sfera e magari degli ospiti non musicali...".

Dopo Mantova, il tour nei palazzetti di Ghali toccherà Torino (20/10), Firenze (25/10), Genova (26/10), Bologna (27/10), Milano (29/10), Padova (2/11), Ancona (3/11), Bari (4/11), Napoli (8/11), Acireale (10/11) e Roma (13/11).

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