3/9/2010

Pazzia e poesia in "La Pecora Nera"

Primo film italiano in gara a Venezia

E' stato accolto con oltre dieci minuti di standing ovation da parte della stampa e 7 minuti di applausi e commozione dal pubblico, il primo dei quattro film italiani in concorso a Venezia, "La Pecora Nera". La pellicola, che sarà nelle sale dal 15 ottobre, nasce dalla piéce teatrale di Ascanio Celestini, da lui adattata per lo schermo e tratta il tema della pazzia e del manicomio con toni poetici.

Maya Sansa - LaPresse

Il film è stato girato nell'ex manicomio di Santa Maria della Pietà, a Roma, e vede tra gli interpreti Giorgio Tirabassi, Maya Sansa e Luisa de Santis. "Non credo che ci sia bellezza nella pazzia - dice Celestini - più che parlare di follia come situazione degenerata, io volevo parlare di una dimensione più sospesa e condivisibile, che è quella del disagio".

Secondo il regista, nel manicomio, il luogo per eccellenza dove ci si occupa del disagio, "più che bellezza si trova consolazione, perché l'istituzione toglie ogni responsabilità all'individuo". Non solo. "Trovo che sia una cosa terribile - continua Celestini - ridurre un adulto fondamentalmente alla condizione di un neonato, ed era un po' questo sentimento che volevo raccontare nel mio film".

Il regista assicura che non si tratta di un racconto di denuncia: "Ho cercato di stare lontano dal parlare per esempio delle leggi, perché non credo che quello sia un problema".

Ultimo aggiornamento ore 12:08


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