8/2/2010

Mattia De Luca, l'America nel cuore

Presenta a Tgcom "Non parlare più"

A soli 24 anni ha alle spalle 5 anni vissuti in America, lo studio al Berklee College Of Music di Boston, il ritorno 'forzato' in Italia e l'incontro con Phil Palmer e Caterina Caselli, le nuove canzoni con l'amica Cristel Carrisi (figlia di Al Bano). Mattia De Luca sarà a Sanremo Nuova Generazione con "Non parlare più" scritto a quattro mani con Tricarico. Stavolta, come dice a Tgcom, Mattia è deciso a rimanere in Italia per lasciare il segno.

L'album di Mattia, che si intitola semplicemente "Dreamers" e che uscirà il 19 febbraio, comprende undici brani con due bonus track. Un progetto ben curato con sonorità che prendono spunto anche dai Coldplay, soprattutto per quanto riguarda le ballad. Un lavoro ben scritto e arrangiato da Phil Palmer, collaboratore storico di Gianna Nannini.

Perché a 18 anni sei scappato da Roma?
L'ambiente mi stava molto stretto, sono sempre stato affascinato dalla cultura americana. A casa mia si è sempre parlato in inglese per volontà di mia madre. Comunque, grazie anche all'appoggio dei miei, ho deciso di andare a fare il provino alla Berklee College Of Music di Boston. Non sapevo proprio nulla di musica, per questo ho solo cantato. Sono tornato a Roma un po' senza speranze. Ma poi mi hanno chiamato lo stesso...

E la tua vita cambia radicalmente...
Già. Ho vissuto per cinque anni e mezzo in America. Studiavo tantissimo assieme ai miei colleghi. Facevamo spesso le notti insieme per poi svegliarci di mattina presto. Non è un caso che il mio disco sia dedicato a loro, i miei amici americani. Sono rimasto in contatto con un sacco di persone grazie anche a Skype!

Come ti mantenevi?
Facendo dei lavoretti all'Università, anche perché il tempo libero a disposizione era risicatissimo. Ma devo ringraziare mia madre se sono riuscito a realizzare il mio sogno perché mi ha sempre appoggiato senza essere invadente.

Perché sei ritornato in Italia?
Il visto era scaduto e non c'era proprio alcun motivo per rinnovarlo. Una volta a Roma non mi sono perso d'animo e ho scritto le canzoni del disco, tra cui "Change", che è la versione originaria di "Non parlare più". Significa molto per me questo brano perché sembra che io parli con un'altra persona invece parlo proprio con me stesso. Poi, grazie a un amico comune, ho incontrato Phil Palmer che si è innamorato del progetto. Il passo successivo è stato far ascoltate i brani alla signora Caselli che è rimasta folgorata da "Change".

Nel disco ci sono anche brani in italiano, tra cui spicca la collaborazione con Cristel Carrisi, la figlia di Al Bano e Romina Power.
Ci conosciamo dai tempi della scuola. Eravamo compagni di classe e ho legato sin da subito con lei perché eravamo appassionati di musica ed era facile capirsi. Cristel ha scritto "Vivi", il titolo originale era "Running". Una sera l'ho invitata da me a cena e le ho spiegato che ero 'bloccato' per il testo di questa canzone, così le ho chiesto se poteva aiutarmi. In effetti è stata straordinaria perché grazie a lei, siamo riusciti a chiudere la canzone.

Sei cambiato molto dopo cinque anni e mezzo negli Usa? Cosa hai notato della scena musica italiana al tuo ritorno?
Sono cambiato moltissimo, se mi rivedo a 18 anni mi vergogno per alcune cose. Dal punto di vista musicale ho visto che ormai i talent hanno preso il sopravvento sulla discografia e viceversa. Quando sono partito 'Amici' non era ancora stata preso d'assalto dai discografici. In America è tutto così diverso. E' vero c'è "American Idol", ma è un talent che non gira sul gossip o sulla vita privata dei cantanti.

Sei tornato per restare?
Direi di sì. E chi se ne va via adesso che ho un disco da far ascoltare?

Andrea Conti


Ultimo aggiornamento ore 10:41


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