Nato a Siracusa ma sempre in giro per il mondo. Questa è la vita del giovane compositore Orazio Sciortino che si ispira alla "poesia, intesa come metafora dell'arte e della vita". Il pianoforte e i concerti sono gli elementi portanti della sua vita artistica tanto che confessa: "Durante un concerto cerco un rapporto simbiotico col mio pubblico, una sorta di transfert".

Quando hai capito che il pianoforte sarebbe stata una componente fondamentale della tua vita?
Quando ho capito che la musica sarebbe diventata per me un mezzo indispensabile per ricercare la bellezza. Comunicare agli altri un pensiero musicale autentico che non sia solo basato sulla piacevolezza uditiva, ma che sia veicolo di riflessioni sul nostro presente, è l'urgenza primaria della mia professione.
Il tuo primo brano a quando risale?
Non appena ho imparato a leggere le note sullo spartito, credo avessi 8 anni. Ricordo solo che i miei primi tentativi erano delle composizioni corali.
I tuoi artisti di riferimento sia della classica che del pop?
Non ho alcun punto di riferimento nella musica, lo ricerco piuttosto nella poesia, intesa come metafora dell'arte e della vita, pertanto rifiuto tutto ciò che dalla poesia si allontana.
Che ne pensi del fenomeno Allevi? E' solo mediatico come sostengono i puristi della classica?
In tal caso non mi esprimo in merito a questioni che non riguardino la musica.
In cosa consiste il tuo lavoro di ricerca sulla "musica degenerata" col musicologo Gottfried Wagner?
Si tratta di un lavoro appassionante che si propone, dal mio punto di vista, di rivalutare figure musicali che hanno subito, per motivi religiosi in quanto ebrei o per motivi estetici, persecuzioni da parte del regime nazi-fascista. Al proposito musicale si unisce naturalmente quello storico; il senso sta infatti nel riflettere, e far riflettere, sul significato che la memoria della deportazione, e della censura culturale in senso lato, può avere per le generazioni presenti e quelle future.
Tante le tue collaborazioni, dall'Orchestra da Camera della Filarmonica Moldava di Iasi all'Orchestra Sinfonica Siciliana, quale ricordi con più affetto?
Le collaborazioni con le orchestre che tu menzioni certo mi hanno lasciato dei ricordi molto belli, la Moldava di Iasi fu la prima orchestra con la quale ho collaborato come solista, l'Orchestra Sinfonica Siciliana è associata invece a delle bellissime giornate trascorse a Palermo, città che adoro. Il calore e la simpatia degli orchestrali siciliani, poi, sono unici, e mi hanno regalato momenti davvero divertenti. Poi, ovviamente, non posso non ricordare alcuni partners importanti: Louis Lortie, con il quale ho avuto il privilegio di suonare a 4 mani, il pianista Michel Dalberto, il mezzosoprano Sonia Turchetta, con la quale collaboro da qualche tempo, lo stesso Wagner che tu citavi prima. Si tratta di personaggi con i quali, spesso, si instaura un rapporto di amicizia e di condivisione profonda di idee, al di là dell'aspetto strettamente musicale.
Qual è la reazione del tuo pubblico al termine di ogni concerto?
Durante un concerto cerco un rapporto simbiotico col mio pubblico, una sorta di "transfert", come lo chiamerebbero gli psicologici, che poi si traduce in un'empatia indispensabile per la comunicazione di un pensiero musicale.
Il complimento più bello e la critica più giusta invece che è stata mossa nei tuoi confronti?
Comunicare l'idea di Bellezza, che è il mezzo indispensabile per dare alla vita un senso, è, e deve essere, l'obiettivo principale di ogni artista e di ogni uomo. Tutte le volte che mi sono accorto di esserci riuscito, attraverso le parole e i commenti che mi sono stati riferiti, ho raggiunto la mia realizzazione massima. La critica più giusta? Mi dicono che non sorrido abbastanza durante i concerti, e hanno ragione.
Stai già lavorando ad un nuovo disco?
Certo, ma non si svela nulla.
Prossimi concerti e progetti?
Sempre tantissime idee e progetti nuovi. A parte il lavoro con Wagner, la mia attività di solista e quella di compositore, curo un progetto nuovo, "Musica in fabula", una guida all'ascolto della musica strutturata in 10 lezioni-concerto.
Il tuo sogno nel cassetto?
Non perdere mai l'entusiasmo e l'amore verso la musica. Questo è il mio sogno manifesto, quelli nel cassetto li lasciamo stare.

Ultimo aggiornamento ore 11:44


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