8/5/2009

"La morte non mi spaventa"

Albertazzi a Tgcom su "Edipo a Colono"

Così come in "Memorie di Adriano", che Giorgio Albertazzi (85 anni) porta in scena da 20 anni, anche in "Edipo a Colono" di Sofocle ricorre il tema della morte. Protagonista della tragedia, inserita con "Medea" nel 45esimo Ciclo di spettacoli classici di Siracusa, Albertazzi rivela a Tgcom di essersi proposto in prima persona per il ruolo che lo vedrà "cieco e sempre seduto" sul palco e di non temere la morte ma "il morire che è triste".

La scena, curata da Massimiliano Fuksas e dalla moglie Doriana, si apre con Edipo cieco e anziano che giunge a Colono, vicino Atene, con la figlia Antigone per un'antica profezia che diceva che lì sarebbero terminati i suoi giorni. Raggiungiamo telefonicamente Albertazzi (che ha ricevuto da poco dal Governo la Medaglia d'oro per la promozione della cultura italiana all'estero) poche ore prima del grande debutto il 10 maggio.

Come sta Albertazzi?
Eh come vuole che stia, sto seduto! (Esplode in una fragorosa risata, ndr). Scherzi a parte sto bene, molto bene.

Perché ha deciso di accettare questa nuova sfida?
A dire il vero mi sono proposto io al regista Daniele di Salvo. Mi piacevano la storia, il tema della morte... Avevo visto sempre al Teatro Greco di Siracusa 'Ecuba' con Elisabetta Pozzi (che tra l'altro interpreta 'Medea' quest'anno) e mi era venuta proprio voglia di tornare a recitare in un posto così magico. La mia prima volta a Siracusa è stata negli anni 50 proprio con questa tragedia, ero il messaggero. Ma non sono tornato solo per la magia di queste rovine antichissime ma per la storia di quest'uomo votato alla morte, in nome degli dei.

Il concetto della morte ricorre anche in "Memorie di Adriano" che lei porta in scena da anni. Ma le fa paura?
Per nulla, ho un bellissimo rapporto con la morte. In "Memorie" ad un certo punto dico anche "Mi rende bello il morire" ma io temo "il morire", ossia la decandenza del corpo e dei sensi.

Qual è il punto di forza della tragedia di Sofocle?
Il concetto della vita di un uomo legata al volere degli dei. Edipo è affaticato, infatti resto seduto per quasi tutto lo spettacolo, ma al tempo stesso forte perché conscio che ha scelto di morire.

Ha dichiarato: "La leggerezza è la chiave per capire quello che accade oggi". Ma oggi esiste la leggerezza?
E' un modo di vivere l'esistenza. D'altronde non c'è la leggerezza se non c'è anche la pesantezza. E' importante anche il concetto di attesa, ma in una condizione di fiducia e di serenità. Però ammetto che la politica oggi non è affatto leggera...

Rimpianti?
Beh del primo Marco Pannella. Con lui ho fatto tantissime battaglie, facendo anche nottate, per il divorzio e l'aborto. Erano altri tempi è vero, ma Pannella era un grande personaggio che portava avanti concetti importanti e al tempo stesso era 'leggero'.

Sta scrivendo ancora un libro sulle sue donne?
No ho accantonato quel progetto. Sto terminando un libro di poesie, che uscirà per Mondadori. E una strana biografia. Si intitola "Vita di G. dopo i cinquant'anni raccontata da un suo omonimo".

INFORMAZIONI
XLV Ciclo di Rappresentazioni Classiche
Teatro Greco di Siracusa (9 maggio-21 giugno 2009)
Medea di Euripide, Edipo a Colono di Sofocle
Inizio spettacoli: mese di maggio: 18.45; mese di giugno: 19.15
Biglietteria teatro greco: dal martedì alla domenica 10 – 18
Orario Biglietteria INDA, via Cavour n48 - Siracusa tel 0931.487248
Prezzi da 62 a 20 Euro (incluso prevendita)

Andrea Conti


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