21/4/2009

"Tutto cominciò con Heidi..."

Tgcom intervista la cosplayer Giorgia

Partecipando a una fiera vi siete imbattuti in un gruppo di ragazzi travestiti da cartoon o da personaggi di Star Trek? Tranquilli non vi siete persi i festeggiamenti di Carnevale né tanto meno di Halloween, ma state semplicemente partecipando a un raduno di cosplayer. Non sapete di cosa si tratta? Il cosplay nasce in Giappone dalla passione degli otaku (teenager) di vestirsi come i loro personaggi preferiti di anime, manga e videogames.

Giorgia nei panni di Flora

Questa moda si è poi diffusa anche in tutto il resto del mondo, ampliando il raggio d'azione anche ai personaggi di saghe televisive e fumetti non giapponesi. "Cosplay" è un termine che deriva dalle parole inglesi "costume" (costume, non a caso) e "play" (giocare) e recentemente sono nate anche in Italia delle vere e proprie sfilate e competizioni per decretare il travestimento più bello.
A spiegarci bene i segreti ed i retroscena del fenomeno è Giorgia Vecchini, una delle più famose cosplayer italiane, vincitrice di numerosi premi e soprattutto del "World Cosplay Summit", una sorte di "notte degli Oscar" dei cosplayer,  tenutosi all'expo internazionale di Aichi, in Giappone, nel 2005.

Che cos’è il cosplay?
E’ un hobby che consiste nella pratica di confezionare un costume e poi indossarlo, impersonando il ruolo del cartoon scelto. E qui sta la bravura. Nel corso delle fiere è possibile vedere l'Uomo Ragno o Superman appollaiati per ore su lampadari o finestre. Ma ciò che è importante sottolineare è che il cosplay si esaurisce nel contesto fieristico o nei raduni, non è la vita reale. Anche se il fenomeno sta prendendo sempre più piede in Italia: siamo arrivati a circa 5mila ragazzi. Poi mano a mano che si diventa più esperti si può partecipare alle gare nazionali ed internazionali organizzate nel corso dell’anno. Quella più importante è ad Aichi, lì bisogna essere davvero bravi perché è necessario recitare una piccola parte in giapponese.

Come ti sei avvicinata al mondo del cosplay?
E' stato un inizio davvero casuale; infatti nel '97 sono andata insieme ad alcuni miei amici al Lucca Comics, la fiera dei fumetti più importante d’Italia, e ho visto alcuni ragazzi travestiti da personaggi fantasy. Allora mi sono chiesta: perché non fare la stessa cosa ma con i manga giapponesi, mia grande passione da sempre? Non sapevo ancora dell'esistenza di un vero e proprio fenomeno già diffuso in Giappone e negli Stati Uniti.

Su quali criteri si basa la valutazione di un vincitore di cosplay?
Il personaggio viene giudicato sulla fattura del costume, l’interpretazione, la fisicità ed il make up. Grande importanza è data all’abito ed agli accessori che vengono fabbricati personalmente dal cosplayer. Io devo ringraziare ogni volta mia mamma che mi aiuta nella realizzazione dei costumi e mio padre, che è un fabbro, per le spade e le bacchette.

Come scegli il personaggio da interpretare?

Dipende. Collaboro con il Giappone da dove mi mandano periodicamente fotografie tra cui scelgo quale eroina dei cartoon interpretare. Se invece sono libera da vincoli scelgo secondo i miei gusti personali.


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