11/3/2009

"Nella fragilità trovo la forza"

Nesli presenta in esclusiva il suo cd

Sono passati solo due anni da "Le verità nascoste" e la vita di Nesli (Francesco Tarducci, noto perché fratello di Fabri Fibra) non è la stessa. "Ho cambiato casa, manager, città, gruppo di lavoro, sono senza etichetta discografica", dice il cantautore a Tgcom che presenta in esclusiva "Una vita non basta" una delle undici tracce del suo nuovo disco "Fragile", ricco di tante sorprese musicali che presenta un Nesli "nudo, sincero e fragile".

Cos'è successo dopo "Le verità nascoste"?
Mi sentivo stretto nel mondo hip hop e stranamente tutto è iniziato da 'Applausi per Fibra' per cui ho lavorato. Un gruppo di lavoro forte, matriarcale (l'ex manager Paola Zukar; ndr) da cui poi mi sono staccato. Dopo la pubblicazione del disco sentivo che qualcosa non andava. Sono sempre stato autonomo specie nella produzione. E di colpo mi sono trovato catapultato a livelli alti della musica e subito. Ricordo con terrore alcune date live in cui non vedevo l'ora di scappare dopo l'esibizione. Per tutta la giornata entravo in uno stato mentale fastidioso prima della performance.

Poi la svolta...
Culminata con la consapevolezza di quello che volevo fare. Il mio amico Fish e anche collaboratore fondamentale per questo nuovo disco ha sempre percepito in me una cifra cantautorale e mi ha spinto in questa direzione. Quella giusta finalmente. Ora ho meno paura di scoprirmi e di far leggere cose molto private, intime.

Una direzione che non è stata ben compresa dall'ex etichetta Universal?
C'è stato un cambio ai vertici della divisione Italia. "Le verità nascoste" non era andato bene e sentivo sempre dirmi 'basta avere un singolo, una hit che entri in classifica'. In questo modo si mortifica ciò che era stato fatto per il lavoro del disco. Poi io ero un caso atipico nel panorama della musica: un rap non rap. Insomma era tutto un 'usa e getta' e sinceramente non avevo lo spirito per affrontare questi meccanismi. Così abbiamo, consensualmente, rescisso il contratto.

Un colpo duro da assestare.
Direi proprio di si. Ho anche scritto una canzone su quello che era successo 'L'amore butta giù'. Quando firmi per una etichetta già pensi, in un piccolo angolo della tua testa, a quando ti butteranno via. Comunque pensavo di prenderla peggio. Alla fine ho sempre pensato a scrivere, comporre, faccio una vita normalissima, cucino, ordino la casa e di certo non me ne frega nulla dell'aspetto del marketing o delle vendite. Ci sono artisti che sono bravissimi in questo e non è il mio caso.

Come pensi che prenderanno i fan il nuovo Nesli?
Ma un po' se l'aspettano. In questo disco c'è un amalgama di ingredienti totalmente inedito. Il risultato è efficace e si capisce subito che sono io totalmente.

Qual è lo scopo di "Fragile"?
E' il mezzo della mia missione: far sì che le persone si identifichino con i miei stati d'animo e tutto quello che canto. Vorrei lasciare un po' di me in ognuno. Come il protagonista di "Into The Wild", anche io vivo una marea di sensazioni, stati d'animo sempre alla ricerca del senso della vita. Sempre nel nome della mia sensibilità.

L'album di Nesli è veramente un gran bel lavoro. Prodotto bene, arrangiato in maniera diretta e sincera e soprattutto un tripudio di suoni ed emozioni piovono lungo le undici tracce del disco. Il pianoforte è il comune denominatore dell'intero disco, ma poi non mancano i violini, gli archi e le chitarre acustiche. "La fine" è un brano in versione acustica colpisce per la sua semplicità e il suo impatto. "Non tornerò" è indicato come possibile secondo singolo dopo "Fragile", già apparso sul MySpace di Nesli. "Non mi cerchi più" ha un sound internazionale, americano. "Lasciami andare" per la sua costruzione musicale inedita è uno dei pezzi migliori del disco. Se Nesli voleva stupire c'è riuscito e la sua scrittura limpida ma anche poetica, non è un caso che dichiara di amare William Blake, fanno da contorno a un album sincero e con mille fragilità.

Andrea Conti

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