31/12/2008

Quando la musica è come un film

"Tabù", nuovo cd di Remo Anzovino

Ascoltando la sua musica si viene catapultati in un universo di immagini quasi fossimo davanti a un film. Per Remo Anzovino le parole sono superflue: le sue composizioni strumentali in realtà parlano da sole. E la conferma arriva anche dal nuovo lavoro, "Tabù", dove il suo stile tra il jazz e la musica popolare trova un'ulteriore maturazione. "Tabù - spiega a Tgcom - perché presentare un progetto senza parole è già un tabù da infrangere".

Per presentare il suo nuovo lavoro Anzovino ha scelto la cornice della Salumeria della Musica, nell'ambito di una trasmissione chiamata "Rock Files", in collaborazione con Life Gate Radio. Un azzardo perché il pianista di Pordenone con il rock c'entra abbastanza poco ma una scommessa vinta a giudicare dal responso del pubblico, decisamente entusiasta.

E' difficile non farsi coinvolgere delle trame sonore imbastite dal piano di Anzovino. Che dal vivo assumono una veste diversa in quanto eseguite in trio con la fisarmonica e la chitarra che vengono suonate in modo decisamente originale da Gianni Fassetta e Marco Anzovino. "Ho sempre pensato che il disco sia una cosa da vivere in un rapporto uno a uno - dice Anzovino (guarda la videointervista) - mentre nel live ti mostri e proponi il linguaggio delle tue composizioni. Noi abbiamo iniziato a fare concerti in trio per un'esigenza di agilità, anche economica. Ma poi si è tramutata in una scelta di linguaggio, dove ogni strumento tradisce in qualche modo la sua funzione originale".

I concerti di Anzovino hanno anche il fascino delle immagini. Alle spalle dei musicisti scorrono infatti spezzoni in bianco e nero di classici film anni 30-40, che fanno in qualche modo da commento alla musica. Un retaggio questo dei suoi inizi, quando per numerose cineteche ha composto le musiche per più di trenta capolavori del cinema muto, da "Metropolis" a "Nosferatu" e "Il circo" di Chaplin.

Il 15 e 16 gennaio Anzovino sarà di nuovo a Milano e poi a Firenze per due showcase alle rispettive librerie Feltrinelli: il primo in trio, il secondo con il solo pianoforte. Un'occasione in più per scoprire il fascino della sua musica.

Massimo Longoni