18/12/2008

Tangeri, il re del porno amatoriale

"Com'è triste la fine dell'hard"

Prosegue il viaggio di Tgcom all'interno del mondo del porno italiano. Questa volta tocca a uno dei pionieri, il regista Marzio Tangeri, diventato celebre negli anni 90 per avere "inventato" la collana delle "casalinghe debuttanti". Tangeri, dopo trent'anni nel porno è però disilluso: "Sono in un periodo di grandi ripensamenti - dice a Tgcom -. L'hard ha perso l'anima e spesso scade nel patologico. E' una fine molto triste".

Se c'è qualcuno che può permettersi di tracciare bilanci su questo mondo è proprio lui. "Ormai sono un papà - ammette ironico -. Da quando se ne è andato il mio collega e amico Joe D'Amato sono il più anziano, anche in termini di anni di servizio. Ho iniziato con il Super8 nel 1977, sono più di trent'anni". Trent'anni nel corso dei quali Tangeri ha scoperto e lanciato moltissime stelle del settore (l'ultima in ordine di tempo Michelle Ferrari) e ha inventato un genere vero e proprio, quello dell'hard amatoriale, girato con la signora della porta accanto che decide di osare coperta solo da una mascherina sul viso. Il suo lavoro è sempre stato fatto con passione, la stessa che l'ha spinto a entrare in questo mondo.

"Io facevo tutt'altro - racconta -. Per l'esattezza ero un perito per tribunale. Però sono sempre stato curioso, fin da bambino. Come tutti sanno non c'è niente di meglio di un'educazione cattolico-repressiva per creare un erotomane... Così a Firenze negli anni 70 mi sono imbattuto nei primi filmini in Super8, che erano venduti dalle stesse persone che vendevano le sigarette di contrabbando. Una volta scoperto che arrivavano dalla Germania ho preso il treno e sono andato a fare "spese". A un certo punto, per ammortizzare i costi, ho deciso di comprare all'ingrosso, tenendo quelli che mi piacevano di più e rivendendo gli altri: al cancelliere del tribunale, al mio direttore di banca... Quando ho iniziato ad annoiarmi e trovarli banali ho provato a girarli direttamente io".

Quindi il primo passo è stato quello di girare filmati "in proprio"?
Si, facevo dei Super8, che peraltro non ho mai avuto. Infatti all'epoca lo sviluppo veniva fatto direttamente dalle case produttrici della pellicola, la Ferrania o la Kodak, che offrivano il servizio compreso nel prezzo d'acquisto: solo che io mandavo i filmini e loro li cestinavano perché li ritenevano osceni. Quando sono arrivate le prime telecamere, quelle pesanti un quintale, sono passato a quelle. E il primo film l'ho girato con la mia segretaria. L'ho "martellata" fino a quando non ha deciso di fare questo salto e poi con me ha fatto tre o quattro film. Da lì è partito tutto e ho girato un po' tutta l'Europa.

Tutto questo avveniva negli anni 80?
Sì, l'inizio è stato nell'82-'83, ma la mia fama si è consolidata tra l'85 e l'86, quando fondai un sindacato e cercai di portare nel settore una regolamentazione anche in funzione delle disposizioni europee. Strasburgo ha più volte sollecitato i governi italiani di fare una legge sul settore come c'è in tutti i paesi del mondo.