Nel corso della tredicesima edizione di Parmajazzfrontiere si è svolta la presentazione in anteprima assoluta del nuovo album di Gianluigi Trovesi: “Trovesi all’Opera - Profumo di Violetta” che il musicista ha pubblicato con l’orchestra filarmonica a fiati Mousiké, accompagnato anche dal violoncellista Marco Remondini e da Stefano Bertoli alle percussioni.
Trovesi, uno dei nomi di punta del jazz italiano all’estero, è nostro ospite questa settimana a “Jazz Meeting”. “Trovesi all’Opera - ci ha detto il grande clarinettista - ha avuto una gestazione lunghissima: tra l’inizio del progetto e oggi sono passati quasi cinque anni e devo dire che se in questo lasso di tempo non ci fosse stato un lavoro di gruppo il disco non sarebbe mai nato; ho avuto una grande sintonia con il maestro Savino Acquaviva e la Filarmonica Mousiké. A spingerci nella esecuzione è stato l’amore verso un certo periodo storico, abbiamo lavorato come le vecchie botteghe artigiane, dove ognuno faceva la sua parte per arrivare al prodotto finito".
"L’idea portante dell’album era quella di raccontare una storia, - ha continuato - ed io in particolare ho un amore verso l’ “Orfeo” del Monteverdi, opera che va ad occupare con alcuni estratti la prima parte di questo disco. Dell ”Orfeo” avevo già utilizzato alcune cose durante la mia collaborazione con l’Orchestra Nazionale Francese e nel mio disco precedente con la ECM “Vaghissimo Ritratto”".
Qualcosa sulla “genesi” del progetto...
Quando facemmo il primo concerto insieme, portammo la registrazione della nostra performance a Manfred Eicher della ECM, abbiamo dato a lui il demo, ci promise di ascoltarlo e diede il “via libera” al progetto che nel corso della sua lavorazione, mi ha riportato con la mente agli inizi della carriera con la banda del mio paese; infatti repertorio di quel complesso era composto principalmente da pezzi d’opera. In “Trovesi all’Opera - Profumo di Violetta” troviamo pezzi come il ritornello o il finale dell’ “Orfeo” o della “Tosca” per passare a “Largo al Factotum”, che fanno riaffiorare molti ricordi nella mia mente .
La presentazione è stata seguita da un concerto, dove la massiccia presenza di pubblico è stata l’ulteriore prova dei valori raggiunti da Gianluigi Trovesi, un musicista che, partendo dalle sue radici, non ha mai smesso di cercare nuove forme di espressione, che negli anni lo hanno fatto apprezzare anche fuori dall'ambiente tipicamente jazzistico.
Giancarlo Bastianelli
