20/10/2008

Pieranunzi esegue Scarlatti

L'interpretazione di un grande jazzista

Commistione davvero intrigante questo disco, uno dei pianisti Jazz più importanti che esegue ed improvvisa brani del geniale e prolifico compositore barocco Domenico Scarlatti (1685-1757), autore di ben 555 sonate (in realtà quasi 600), fuori dalle mode del suo tempo e specchio delle culture con cui l’autore viene a contatto da quella napoletana a quella lusitana e iberica. Nella copertina del disco alla domanda di Andrea Scaccia: “Cosa accomuna la musica di Scarlatti al Jazz?”, Pieranunzi risponde: “La sua è una musica umorale, cangiante, piena di movimento, le sue linee sono inscritte nel flusso della vita, come quando si improvvisa jazz. E lui, è ben noto, era uno straordinario improvvisatore. In più il suo linguaggio, anche se fissato sulla carta, condivide col jazz una grande pagana “fisicità”. Sono disegni ritmici, nuclei melodici, a volte semplici intervalli non pensati a tavolino ma creati direttamente dalle sue mani sulla tastiera e poi elaborati e sviluppati”.

“Scarlatti è un musicista che sempre profondamente amato, i libri con le sue sonate sono sempre stati accanto al mio pianoforte. Potrei elencare molte ragioni per spiegare questa sorta di “innamoramento”: fantasia formale, vitalismo ritmico, passionalità, mediterraneità, dentro i suoi suoni ci sono i colori del nostro cielo e del nostro mare, la voglia di vivere e di amare e lo struggimento di un attimo…”.   Da sola la sonata K492 vale l’acquisto di questo disco davvero eccellente, che può essere apprezzato dagli appassionati di tutti i generi musicali, come d’altronde tutta la grande musica specialmente quando è suonata magistralmente.

Giuseppe Candiano