9/9/2008

Lucio Battisti, l'anti-idolo

Carriera dai riflettori all'isolamento

"Il pubblico è un mostro che mi fa paura. E' solo con la mia arte che voglio comunicare". Non è, come potrebbe sembrare, una frase dell'ultimo Battisti. Queste parole furono pronunciate nel 1970, quando l'autore di "Emozioni" iniziava la sua carriera e anticipano, dieci anni prima, quell'isolamento durato fino alla morte.

Goffo, schivo, solitario, Lucio Battisti non è mai voluto essere l'idolo delle folle, l'immagine da attaccare sul diario o il poster da appendere in camera. Per lui hanno sempre parlato le sue canzoni, e poco importa che per diciotto anni non abbia dato notizie di sè. Un qualunque altro artista sarebbe finito nel dimenticatoio: lui no.

Dando ogni tanto segni di vita con lavori di difficile impatto, non ha seguito il suo pubblico, non si è commercializzato, è andato avanti per la sua strada. Non ha creato nessun mito, semmai lo hanno mitizzato, anche se di tutto ciò a lui non importava nulla.

Ripercorrendo le tappe della sua carriera emergono la linearità e la coerenza di un percorso che, nato per raggiungere un sogno si è evoluto, nell'ultimo periodo, nella ricerca di un'utopia. La sua storia musicale comincia timidamente come autore nel 1965, quando un suo pezzo, "Se rimani con me", viene inciso dai Dik Dik. L'anno dopo nasce il sodalizio con Mogol, e a luglio pubblica come solista il 45 giri d'esordio contenente "Per una lira" e "Dolce di giorno". L'unione con il paroliere è un incastro vincente tra una personalità spigolosa e taciturna e una aperta ed espansiva, che genera un tutt'uno dalle enormi potenzialità.

Con un linguaggio semplice e nello stesso tempo poetico e popolare Mogol intreccia le sue parole agli accordi altrettanto semplici ed essenziali di Battisti, generando capolavori. Bisogna aspettare il 1969 per vedere il primo lp, intitolato semplicemente "Lucio Battisti", nel quale lo stesso Battisti raccoglie tutti i singoli fino ad allora pubblicati e reinterpreta canzoni incise da altri. Da "Balla Linda" a "Non è Francesca", passando per "29 Settembre" e "Nel cuore nell'anima", il disco rappresenta l'ideale tappa iniziale di un percorso pieno di successi. L'anno dopo esce "Emozioni", forse il disco più amato, che contiene "Fiori di rosa fiori di pesco", "Dieci ragazze", "Il tempo di morire", "Anna", "Acqua azzurra, acqua chiara" e, naturalmente, "Emozioni".

Ancora un anno ed ecco "Amore non amore", mini lp con quattro pezzi che stupiscono: troppo avanti per i tempi, decisamente slegati dallla produzione precedente. In quegli anni il cantante conosce Grazia Letizia Veronesi, ex segretaria del Clan di Celentano, che diventerà sua moglie. Nel '72 Battisti e Mogol raddoppiano: escono "Umanamente uomo: il sogno", con "E penso a te" e "I giardini di marzo", e "Il mio canto libero", con l'omonima canzone e "Io vorrei non vorrei ma se vuoi". E' il migliore periodo del duo, che pubblica l'anno dopo "Il nostro caro angelo" (che include "La collina dei ciliegi") e successivamente "Anima latina", viaggio alla ricerca di sonorità alternative legate al Sud America.

Nel '76 con "La batteria il contrabbasso eccetera" fanno capolino alcune venature che oggi definiremmo dance, e il pezzo di punta "Ancora tu" diventa una hit anche in discoteca. Si torna al pop con "Io tu noi tutti" del 1977, che presenta "Si, viaggiare", mentre l'anno dopo è la volta di "Una donna per amico", il disco di Battisti che ha venduto di più, che contiene il pezzo omonimo, "Prendila così" e "Nessun dolore". Nell'80 si incrina qualcosa con Mogol, e "Una giornata uggiosa" rappresenta l'ultimo album realizzato insieme dal duo.

Da allora comincia l'isolamento di Battisti: niente interviste, nessuna promozione dei dischi, di apparizioni in tv neanche a parlarne. "E già" del 1982 lascia l'amaro in bocca: si sente la mancanza di Mogol e la moglie, che scrive i testi delle canzoni, non è all'altezza del predecessore. Quattro anni dopo la sterzata definitiva: Battisti comincia la collaborazione con Pasquale Panella, tessitore di parole avanguardista. "Don Giovanni", primo lp della coppia, rompe col passato: metafore, neologismi, arditi giochi di parole si incastrano tra le note. I puristi storcono il naso, ma la critica apprezza questo volare alto del cantante. Finisce il tempo dei fiori di pesco, è passata l'era delle canzoni da cantare nei falò, comincia quella dei pezzi su cui riflettere.

Nel 1988 esce "L'apparenza", due anni dopo "La sposa occidentale", con testi sempre meno comprensibili. Bisogna aspettare altri due anni per una nuova uscita, "Cosa succederà alla ragazza", e per il doppio cd "Le origini", nel quale sono raccolti i maggiori successi rimasterizzati. Nel 94 arriva "Hegel", ermetico come non mai. E' l'ultimo lavoro pubblicato da Battisti, con il quale si chiude la sua collaborazione con Panella. Poi nulla più.

Domenico Catagnano