Dalla versione originale r'n'b al rock duro. Come una hit estiva può cambiar radicalmente. Ci hanno provato i Vanilla Sky con all'attivo due cd: "Waiting for something" del 2002 e "Changes", uscito a giugno. Ospite speciale in un brano, "Nightmare", è Mark Hoppus dei Blink 182. "Dicono che il nostro rock è americano - dicono i ragazzi a Tgcom - e che se fossimo stati all'estero avremmo spaccato". E sui Tokio Hotel: "Sono troppo attenti all'immagine".
Il gruppo è formato da Vincenzo Mario Cristi, Luca Alessandrelli, Francesco Sarsano e Daniele Autore. All'inizio della loro carriera erano sotto contratto con un'etichetta indipendente, la Wynona records, e sono diventati uno dei gruppi di riferimento della scena indie. Molte partecipazioni a Festival rock in Germania e in Austria. C'è all'orizzonte il Festival di Sanremo? Dopo una iniziale esitazione rispondono: "Non rientra nei nostri obbiettivi futuri".

Sulla collaborazione con Mark Hoppus dei Blink 182 come al solito c'entra la fortuna. "Un nostro amico inglese ci ha messo in contatto con Mark a cui avevamo proposto il nostro progetto appena nato. A lui è piaciuto moltissimo. Anzi doveva entrare nella produzione, ma poi una serie di eventi han fatto saltare tutto. Così un giorno abbiamo fatto in modo che sentisse 'Nightmare' ed entusiasta è entrato in sala registrazione con noi".
Ma in Italia c'è spazio per il vostro rock? "Fino a sei anni fa sì, quando erano esplosi i fenomeni come i Green Day, ora meno. Ma non ci arrendiamo". E sul nuovo fenomeno Tokio Hotel? "Che dire? Lavorano molto sull'immagine, fanno molta promozione...Il cantante che non si capisce se è una ragazza o un ragazzo. Basta così?".
Andrea Conti