7/9/2007

Storia d'amore (?) e d'amicizia

Esce "Vi dichiaro marito e... marito"

Larry e Chuck sono due vigili del fuoco che lavorano in coppia ma soprattutto grandi amici. Il primo, sgraziatello e oversize, rimasto vedovo vive per i suoi due figlioletti, mentre il secondo, spaccone e sciupafemmine, ha come obiettivo della vita quello di allungare la lista delle sue conquiste.

Un giorno Larry, nel bel mezzo di un incendio, salva la vita a Chuck che, per dimostrargli la sua gratitudine, dice di essere disposto a tutto pur di sdebitarsi. E quel "tutto" è veramente tanto: Larry ha bisogno di sposarsi per ottenere la pensione familiare e, siccome non ne vuole sapere di un'altra moglie, chiede all'amico di diventare... suo marito, "tanto non se ne accorgerà nessuno".

Ma, chiaramente non è così, perché il governo comincia a indagare su un'unione che sembra più di interesse che di sentimenti, quindi i due devono far finta di essere omosessuali per dare credibilità al loro matrimonio. E da qui comincia lo spasso di "Io vi dichiaro... marito e marito".

Adam Sandler e Kevin James funzionano perfettamente come coppia comica, supportati da un gruppo di attori proveniente dal "Saturday Night Live Show", che è sempre un marchio di garanzia. Jessica Biel sostiene con grazia e un pizzico di sensualità il ruolo dell'avvocato che difende i due, anche se in questo film si farà più ricordare per la sua fisicità che per le sue capacità recitative.

Guest star un convincente Dan Aykroid nel ruolo del comandante dei vigili del fuoco, uno svogliato Steve Buscemi nella parte dell'ispettore governativo (poteva essere ancora più cinico, e ci sarebbe piaciuto di più), mentre Richard Chamberlain, il padre Ralph di "Uccelli di rovo", serafico e sorridente, interpreta il salomonico giudice.

"Io vi dichiaro... marito e marito" è una commedia godibile, un film sul valore dell'amicizia e dei sentimenti fatto con leggerezza e humor. Il soggetto, sceneggiato ad arte, tiene, nonostante ogni tanto qualche americanata lo faccia scendere di tono. Tuttavia il messaggio finale, nella sua coralità, non scivola nel moralismo di maniera, e all'uscita dalla sala il sorrisino sulle labbra è assicurato. Un rientro ideale, insomma, per ricominciare la lunga stagione cinematografica.

Domenico Catagnano