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13/7/2007

Milano, mostra "omosex" non aprirà

Sgarbi: opere censurate esposte altrove

Vittorio Sgarbi ha fatto sapere che la contestata mostra "Vade retro: arte e omosessualità" non aprirà al pubblico. "E' una decisione degli organizzatori che io condivido, la mostra si farà in un'altra città con le opere censurate", ha detto l'assessore che ha poi rivelato di aver telefonato invano a Silvio Berlusconi perché convincesse il sindaco a recedere dalla posizione assunta sulle opere da eliminare.

"Berlusconi mi ha poi telefonato dicendo che la missione era fallita'', ha detto Sgarbi secondo quanto riporta l'Ansa. ''Di fronte alla censura - ha commentato Sgarbi riferendosi all'annullamento dell'esposizione - la soluzione più concreta è la censura estrema e quindi la cancellazione della mostra''. La mostra "Arte e omosessualità", presentata lunedì scorso al Palazzo della Ragione di Milano, non aprirà dunque i battenti. L'ultima fra le polemiche, quella fra l'assessore alla Cultura Sgarbi e Arnaldo Pomodoro. L'artista si è rifiutato di ospitare all'interno della sua fondazione una delle due opere escluse sin dall'inizio dalla mostra, quella in cui Paolo Schmidlin raffigura un vecchio seminudo, con parrucca biondo platino e calze autoreggenti, dai lineamenti molto simili a quelli di Papa Benedetto XVI. A finire nel mirino di Sgarbi, anche il sindaco di Milano, Letizia Moratti, definita ''suor Letizia'': il primo cittadino aveva infatti deciso la rimozione di altre dieci opere della mostra, ritenute sconvenienti.