Benigni torna e recita Dante
Parte da Catanzaro il nuovo tour
Dopo la serata di luglio in piazza Santa Croce di Firenze, Roberto Benigni torna con "Tutto Dante" in un nuovo tour che partirà da Catanzaro e Reggio il 23 e il 24 novembre. L'artista ha presentato la lettura in anteprima a Cosenza. Ha saltato sulla scena come un allegro saltimbanco e ha finito visibilmente commosso, al limite delle lacrime, ultimando di declamare il V canto dell'Inferno di Dante con il celebre "e caddi come corpo morto cade".

Benigni ha spiegato e poi recitato il girone dei lussuriosi, il girone di Semiramide, l'imperatrice di Babilonia che fece la libidine come legge ("come chi oggi fa tanti falsi in bilancio e poi fa una legge per dire che si possono fare", quasi gli scappa in un impeto del primo Benigni) e Didone, di Tristano e Isotta, di Elena e Paride, ma sopratutto di Paolo e Francesca. Il canto dei famosi "amor che a nulla amato...", di "la bocca mi baciò tutto tremante".
Un silenzio assoluto per un'ora e tre quarti, la descrizione della profondità dell'amore, delle passioni - "vivetele - ha detto al pubblico, quasi gridando - le passioni, non sciupatele" - della grandezza dantesca. Poi le luci smorzano, il leggio c'è ma è come se non ci fosse perché la spiegazione è finita e Benigni a memoria recita di nuovo il canto senza interruzioni. Quando chiude con "...come corpo morto..." è al limite delle lacrime. Il Rendano se ne accorge, la gente piange, lui va via, poi torna sommerso da uno, due, tre, quattro chiamate.
In un teatro strapieno a Cosenza l'attore toscano ha preso di mira per i primi 45 minuti i suoi obiettivi tradizionali - Berlusconi e Prodi su tutti, ma anche Mastella, Calderoli, Andreotti "ma non toccatemi D' Alema" - stavolta con un lungo discorso sulla Calabria e sulla sua giovinezza alla Casa del Popolo di Prato. "Se la Calabria è la California - ha detto il comico - allora Loiero è come Schwarzenegger". E ancora discorsi sull'Italia di oggi, come quando ha esaltato (e il Teatro Rendano quasi se ne veniva giù dagli applausi ) la lotta alla 'ndrangheta dei ragazzi di Locri e di Lamezia e della Calabria tutta, lanciandosi in un affondo durissimo contro l'indifferenza.
Ma i ricordi di giovinezza di Marione e degli altri amici al bar della Casa del Popolo di Prato non hanno mai sconfinato nella risata godereccia punto e basta. Benigni vi ha trasferito anche come una sorta di nostalgia per un mondo che non c'è più e per un modo di stare insieme, di mandarsi anche a quel paese con leggiadria, con le sestine in rima, tutto per gioco e con una cultura che chissà dove è finita sembra dire Benigni.

