Oscar, Veronesi si ritira
Restano in 8 i film italiani in corsa
Giovanni Veronesi si ribella all'Academy. Il regista di Manuale d’amore, in accordo con il produttore De Laurentiis, ha deciso di ritirare il suo film dalla rosa dei candidati all’Oscar per il miglior film straniero. Dopo l'esclusione di Private di Saverio Costanzo, ed il ritiro di Manuale d'amore, cresce l'attesa sul nome del nuovo designato. La commissione di esperti e produttori deciderà nelle prossime ore il nuovo candidato.

"Non c'è distinzione tra prima squadra e panchina - tuona Veronesi - il film di Costanzo era stato scelto e non c'erano secondi e terzi posti, spero che la commissione, che è composta da persone illustri, prenda una decisione importante e ferma". Il produttore De Laurentiis incalza "E' ora di finirla con le baggianate dell'Academy e faccio questo contro il mio personale interesse". Proprio lui nei giorni scorsi aveva definito "anacronistica" una regola "che riduce la libertà di espressione in una società globale". "Private" era stato, infatti, rifiutato perchè non diretto in italiano, ma il produttore ha spiegato che in base al regolamento erano possibili delle eccezioni. Le dichiarazioni polemiche di Giovanni Veronesi e del produttore Aurelio De Laurentiis per l'esclusione di "Private" potrebbero portare i commissari a puntare i piedi, a ribellarsi ad un regolamento dell'Academy che molti giudicano inadeguato.

Ma d'altro canto il direttore della mostra di Venezia, Marco Muller, prende una posizione diversa: "Private -dice in un' intervista al Gazzettino- andava presentato dalla Palestina, che ha però un candidato più forte in 'Paradise now', oppure da Israele, il che è improbabile". Dall' America arrivano ulteriori chiarimenti: "Per quanto io abbia cercato di applicare le regole in maniera il più flessibile possibile, per accettare Private avremmo dovuto piuttosto gettare le regole dalla finestra" dice il produttore Mark Johnson, presidente del comitato dell' Academy Awards per la selezione dei film stranieri. "La regola - spiega al "Giornale dello spettacolo" - prevede che per concorrere al premio, un film straniero sia girato in misura predominante nella lingua del Paese che lo presenta, mentre Private non lo è". Questa norma, aggiunge, "è stata introdotta per prevenire dei tentativi di frode che si sono verificati in passato".
Gli otto film italiani in corsa per l'Oscar:
"La bestia nel cuore" di Cristina Comencini
"Cuore sacro" di Ferzan Ozpetek
"I giorni dell'abbandono" di Roberto Faenza
"Quando sei nato non più nasconderti" di Marco Tullio Giordana
"Quo vadis, Baby?" di Gabriele Salvatores
"Provincia meccanica" di Stefano Mordini
"Viva Zapatero!" di Sabina Guzzanti
"Il resto di niente" di Antonietta De Lillo.
Non ci sarà neppure "Le conseguenze dell'amore" di Paolo Sorrentino, uscito nelle sale fuori dai termini previsti dall'Academy. Mai come quest'anno è tanto incerta la candidatura italiana agli Oscar, a breve la soluzione allo spinoso problema.
