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6/6/2005

Springsteen strega i fan italiani

Attesa per la tappa al Forum di Assago

Dieci anni dopo 'The ghost of Tom Jod' il Boss è tornato, senza la E-Street Band. Ma nessuno si è accorto dell'assenza di Clarence Clemmons e degli altri musicisti: 8.400 fan lo hanno accolto al PalaMalaguti di Casalecchio, alle porte di Bologna, con le ovazioni riservate all'amico di sempre, al 'portavoce degli invisibili', a chi ha scelto anche di schierarsi contro Bush. C'è grande attesa per il concerto di stasera al Forum di Assago.

Springsteen è arrivato alle 21.15 sul palco di Bologna (dove il 18 ottobre 2002 fu invece affiancato dalla band): l'immancabile armonica, chitarre a sei e 12 corde e, accanto, un pianoforte elettrico uno acustico e un pump organ. E' lui, il 55enne del New Jersey che da oltre trent'anni porta in giro la rabbia e la solitudine di quelli che vivono ai margini, che cercano una loro identità in un mondo che tende a massificare, a ridurre tutto a cifre e numeri. Si propone in un italiano un po' stentato ma efficace al pubblico ("State in silenzio, così darò tutto di me"), e sempre in italiano presenta alcuni brani del concerto. Springsteen, come Bob Dylan, lascia da parte per un attimo il rock che l'ha portato alla notorietà planetaria e va in tournee con i brani di un disco 'difficile' come 'Devils & dust', i diavoli e la polvere dei nostri giorni e della guerra in Iraq ("Ho il dito sul grilletto ma non so di chi fidarmi...", recita la canzone), giocando da par suo tra presente, con una ricca selezione da questo disco, e passato, quello di 'Nebraska' (tra cui le poco frequentate 'Stay trooper' e 'Reason to believe'), 'The river', ma anche canzoni raramente eseguite in concerto, come 'For you', 'My father's horse', oltre a 'Paradise'.

Di 'Devils & dust' il 'Boss' offre quasi tutto, con una citazione particolare per 'The hitter', ritmato da tutto il palasport. La sua voce, potente e arrochita come non mai in quel corpo un po' minuto, si leva sul PalaMalaguti gremito per richiamare i fan, ammirati da un concerto che vorrebbe essere piu' intimista, impossibile pero' in questo grande 'catino' un po' dispersivo e bollente. E la musica scarna delle chitarre pare quasi un pretesto, un piccolo tappeto sonoro su cui adagiare storie di uomini, donne, dropout, gente "nata per correre", in cerca di rivincita, di riscatto, di pace. Il concerto pare 'fluttuare', al di fuori della ritualita' tipica del rock, e dal palco alla platea (con posti numerati venduti a 97 euro, cifre da capogiro), agli spalti, il Boss porta il suo mondo direttamente ai cuori della sua gente. Anche questa volta li ha conquistati. Venticinque i brani in scaletta, con tre bis: 'Land of hope and dreams', 'Promise land' e 'Dream baby dream', l'unico che non porta la firma del 'Boss' ma dei Suicide.