Gli Stadio celebrano trent'anni e con un'orchestra, tre inediti aggiunti ad una raccolta di successi e due eventi dedicati al loro pubblico. L'album è "30 I nostri anni" che contiene anche tre brani nuovi, scritti con la collaborazione di Carboni ("Bella") e Fabrizio Moro che con Curreri duetta su "I nostri anni". Il 24 novembre all'Auditorium Conciliazione di Roma e il 12 dicembre al Teatro Manzoni di Bologna i due "Stadio Friendly Gala".
"Per la scelta dei brani - racconta Curreri - ci siamo affidati al maestro Bruno Santori che ha scelto dal nostro repertorio i più orchestrabili".
Nella scaletta della raccolta ci sono anche degli omaggi a Vasco Rossi, inserito nella lista di brani con tre canzoni che il rocker di Zocca ha scritto negli anni con Curreri: "Acqua e sapone", "Dimmi che non vuoi morire" e "Bella più che mai".
"Sono le canzoni più belle che abbiamo scritto assieme. La seconda delle tre - ricorda il cantante bolognese - è stata una sorta di rivincita dalle pessime posizioni raggiunte nella classifica di Sanremo, mentre 'Bella più che mai' è stata una canzone di rinascita perché scritta quando il gruppo era molto vicino allo scioglimento". Il legame con Rossi, per Curreri è andato da sempre anche oltre la collaborazione professionale. "Vasco è un amico vero - dice - di quelli che quando hai bisogno ti danno di gomito e si mettono al lavoro. Per me lui è come il vento e siamo pronti a scrivere nuove canzoni".
"Quando gli Stadio erano il gruppo che accompagnava Lucio Dalla - ricorda sempre Curreri - ad un concerto nel fossato di Castel Sant'Angelo si presentò Carlo Verdone, allora alle prese con il film 'Borotalco'. Lui ci volle per la colonna sonora del film ed è così che le case discografiche ci hanno aperto le porte, mentre prima non c'era riuscito nemmeno Lucio". Proprio Lucio Dalla, nella carriera degli Stadio ha avuto un ruolo fondamentale, come ricorda la voce della band: "Una volta mi fece un processo davanti a vari colleghi per obbligarmi a cantare, anche se io ero contento di fare il tastierista. Mi ha obbligato anche a scrivere, minacciando di licenziarmi dalla band se non gli avessi portato una canzone in quindici giorni". Quella canzone, la prima scritta da Curreri come autore, s'intitolò "Chi te l'ha detto".
