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12.1.2012

Ambra: "La mia infanzia è stata infelice"

L'attrice si racconta a "Gioia" tra lotta a depressione e bulimia fino alla conquista della felicità

foto LaPresse
09:49 - I momenti bui, l'infanzia passata tra contratti da rispettare e avvocati, la lotta contro la bulimia e la depressione. Ambra Angiolini si svela senza segreti a "Gioia". Da vent'anni sulla breccia, tra televisione e cinema, l'attrice ripercorre le tappe della sua carriera, a cominciare dalle fragilità: "Mi sono sentita dire che non servivo più". Fino al ritorno al successo: "Non mi manca niente, Sono dove voglio essere. Ho la sicurezza, l'amore folle".
"Ma non è sempre stato così - racconta Ambra - ho attraversato periodi lottando contro la bulimia e la depressione. A 14 anni, quando i miei coetanei andavano a scuola e alle feste con gli amici, io già avevo a che fare con contratti, avvocati, regole da rispettare. Una vita infernale, ti credi indispensabile, salvo poi capire che sei sostituibile come chiunque altro".

Poi la Angiolini l'ha imparato sue spese: "Un giorno mi hanno detto 'Tu non ci servi più'... I passaggi a vuoto sono i più utili per quanto mi riguarda. Dopo il grande successo di 'Non è la Rai' e tutto quello che è venuto dopo, 'Sanremo', Baudo, la regressione assoluta. La gente si era dimenticata di me. E io ero troppo fragile come personaggio. Non avevo consistenza. Mi sentivo portavoce di qualcosa che non era farina del mio sacco".
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