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Fuorisalone 2018, alle 5vie i designer espongono "alla cieca" e i progetti scoprono una nuova autonomia

Nel distretto del design nel cuore di Milano, alla sua quinta edizione, in mostra anche "lʼarte vegana". Mercoledì 18 la notte bianca con lʼimperdibile Design Pride e la festa in piazza Affari

Racchiuso tra il Duomo e Sant’Ambrogio, con i suoi vicoli stretti, le storiche botteghe artigiane e gli angoli nascosti lontani dalla movida, il distretto delle 5vie è sicuramente una delle proposte più interessanti della Design Week. Con un programma sempre più internazionale, quest’anno la rassegna avrà dei curatori d’eccellenza come Nicolas Bellavance-Lecompte, Maria Cristina Didero, Annalisa Rosso e Alice Stori Liechtenstein.

Fuorisalone 2018, alle 5vie un viaggio tra ricerca, arte e savoir faire

Foto Patrizia Calegari/Jeremias Morandell

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Il percorso è sempre più incentrato sul connubio tra ricerca, arte e savoir faire, e quest'anno propone un format inedito: ai designer è stato chiesto di produrre un pezzo senza conoscere il contesto, il luogo o la destinazione finale. Nasce così "Unsighted", visitabile in via Cesare Correnti 14. Qui i lavori “alla cieca” di Anton Alvarez, Dana Barnes, Bahraini Danish, Eric Schmitt, Niamh Barry, Omer Arbel, Roberto Sironi e Seo Jeonghwa ritrovano la libertà dell’assenza di richieste progettuali e lasciano spazio a una rinnovata autonomia dall’ambiente.

L'arte vegana di Nevi Papa - Esiste un’arte vegana? La risposta è sì. In “VEGAN DESIGN - Or the Art of Reduction”, un progetto curato da Maria Cristina Didero, vanno in scena le collezioni di Erez Nevi Pana, dove ogni oggetto è realizzato secondo i precetti di una specifica posizione etica e risponde a una domanda precisa: è possibile fare design senza utilizzare alcun materiale di provenienza animale? Vegano lui stesso, il designer israeliano, nato nel 1983 e formatosi all’Accademia di Eindhoven, trasferisce questa sua attitudine di profondo rispetto nei confronti della vita, degli esseri umani tutti e della natura nelle sue modalità di progettazione.

Il polo della creatività - Un’altra grande novità è il nuovo polo della creatività che nasce nell’ex spazio Meazza, ferramenta simbolo del dopoguerra per tutti i milanesi, chiuso ormai da due anni. Il Meazza era un punto di riferimento, un ritrovo, una piazza aperta ai milanesi, che oggi rivede la luce e dove saranno ospitate, tra le altre, le opere di Nanda Vigo.

I palazzi storici si aprono al design - Si riconfermano gli appuntamenti a Palazzo Litta e a Palazzo Francesco Turati. Il primo si fa teatro del design contemporaneo con The Litta Variations / 4th movement, il progetto curato da DAMN° e MoscaPartners, un progetto ispirato alle pratiche utilizzate in ambito musicale, nello specifico la tecnica formale della variazione, dove la sfida è indagare il processo creativo, nelle modalità e nelle variazioni di lavoro degli studi e delle aziende. Il secondo ospiterà Masterly - The Dutch in Milano, l’evento dedicato al design e all’alto artigianato olandese.

La notte bianca con la Design Pride - Da non perdere la notte bianca, mercoledì 18, con la coloratissima Design Pride che si snoderà a partire dalle 18 lungo il percorso tra piazza Casello e piazza Affari. Qui poi il party continuerà tutta la notte.

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