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Chi esce sconfitto dal referendum

Renzi si prende la responsabilità ma che dicono Napolitano, le banche, lʼUnione Europea, De Luca e certa informazione?

Chi esce sconfitto dal referendum

Si dice che la vittoria abbia molti padri ma la sconfitta sia orfana. Renzi si prende l’onere della batosta referendaria ma, diciamo la verità, sono in molti che ora tacciono o –peggio- fanno finta di niente mentre dovrebbero cospargersi il capo di cenere.

In primis il regista occulto, il mallevadore, dell’epopea renziana ovvero il presidente emerito della repubblica Giorgio Napolitano. Lui che nella vita non ha mai vinto una battaglia, un’elezione, un congresso, nelle fila dei suoi partiti (dal PCI al PD), ha perseverato in un disegno scellerato di riformismo in salsa rosa che ha portato alle urne un fiume di persone per dire anche a lui un sonoro NO.

Sconfitto il partito delle banche e dei banchieri che sperava di salvarsi, ancora una volta, coi soldi pubblici dopo decenni di prestiti a tassi di usura, obbligazioni subordinate, ricapitalizzazioni a spese dei soci minori, costi di esercizio gonfiati, circonvenzione (di incapace) di clienti sprovveduti ai quali affibbiare junk bond a piene mani.

Sconfitta l’Unione Europea degli eurocrati e della Commissione, l’Europa di quel mostro che è il bail in (la responsabilità in solido, in caso di fallimento di una banca, dei suoi clienti con conti superiori a 100 mila euro!), l’Europa del patto di stabilità, dello spread, di Shauble il granitico –ma solo con gli altri- ministro delle finanze tedesco e gran burattinaio della politica economica europea nonchè acerrimo nemico di Mario Draghi.

Un’Europa che in soli cinque anni ha fatto più danni di terremoti, alluvioni, dissesti idrogeologici e guerre messi insieme. Sconfitto il buonismo peloso dell’accoglienza senza integrazione, senza distinzione tra profughi e immigrati economici, l’immigrazione del profitto delle cooperative e dei centri di accoglienza, della redistribuzione coatta sul territorio, delle operazioni di salvataggio fin sotto le coste libiche.

Sconfitto il presidente campano De Luca (plurinquisito e pluriassolto), grande portatore di voti renziano ma che poi nel segreto dell’urna è stato tradito da quasi il 70% di NO. Senza parlare del prorompente dilagare della ministra Boschi a colazione pranzo cena e pure allo spuntino di mezzanotte. E ancora: una informazione partigiana e asfissiante, dalla RAI (vittima dello spoil system più selvaggio nella storia dell’informazione pubblica) alla stampa indipendente che indipendente non è.

Quella che ha nel Corriere della Sera e in Repubblica i suoi alfieri più rappresentativi schierati da subito per il sì a spiegarci in lenzuolate quotidiane perché un’Italia che avesse detto no avrebbe distrutto l’economia nazionale. Un’operazione che si e’ rivelata un boomerang contribuendo all’operazione antipatia di cui Renzi è stato l’inconsapevole ispiratore. Meditate colleghi, meditate.

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