Si intitola "Walking Shadows" il nuovo disco di Joshua Redman, presentato recentemente anche a Milano al prestigioso Blue Note, nel corso di un affollato concerto. L'album è composto da 12 brani ed è la prima registrazione di Redman ad includere un complesso orchestrale, che suona in numerose composizioni. Il disco è prodotto dall'amico e frequente collaboratore Brad Mehldau.
Il progetto vede la partecipazione dello stesso Mehldau, ma anche di Larry Grenadier e Brian Blade, tutti abituali collaboratori di Redman nel corso degli anni. Dan Coleman ha diretto le parti orchestrali. Walking Shadows contiene sia brani originali di Redman e Mehldau oltre a pezzi di un vasta gamma di compositori quali John Mayer e Pino Palladino; Kern e Hammerstein e Lennon e McCartney. Gli arrangiamenti orchestrali sono di Mehldau, Coleman e Patrick Zimmerli.
Il grande sassofonista è nostro ospite questa settimana a "Jazz Meeting": "Per me è stato molto importante realizzare questo disco, dice Joshua, mi sono trovato benissimo nel lavorare con musicisti con i quali collaboro ormai da diversi anni, come Brad, propone anche un “range” di brani che vanno dal pop al barocco, dal momento che c'è anche l’"Adagio" di Bach. Suonare con loro è stato molto produttivo e rilassante".
Ti senti più improvvisatore o compositore?
Sono prima di tutto un improvvisatore, frequentando da sempre i territori del jazz che sono fatti di improvvisazione la composizione è un qualcosa di diverso; più serio se vogliamo, che mi dà comunque soddisfazione. Amo il jazz perché mi dà la possibilità di improvvisare al momento e dare emozioni al pubblico.
Da questo punto di vista non possiamo non citare il tuo recente concerto al Blue note.
Si, indubbiamente e una grande emozione suonare in questi luoghi si sente la responsabilità di esprimesi al massimo, anche se come nel caso del concerto al Blue Note, la mia passione e la mia ispirazione fanno si che possa esprimermi al meglio. Io amo comunque suonare sia dal vivo che in studio, anche se quando sia suoni "dal vivo" davanti al pubblico non si può sbagliare.
