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26.2.2013

Elezioni, facciamo un passo indietro...

Ingovernabilità? Problema superabilissimo

foto Tgcom24
17:31 - Le elezioni si sono concluse ma i problemi restano tutti aperti. A cominciare dalla tanto temuta ingovernabilita’. Che in realta’ e’ problema superabilissimo. Cominciamo col dire che Monti - pur forte di un non disprezzabile 10% - e’ andato a sbattere per insipienza politica. Ha cioe’ scoperto le sue carte giorno dopo giorno chiudendosi dietro tutte le porte per ogni prospettiva di collaborazione sia col centrosinistra che col centrodestra.

Forse e’ stato irretito dal livore antiberlusconiano dei suoi compagni di viaggio Fini e Casini. Fatto sta che alla fine e’ rimasto solo. Bettino Craxi, con analogo peso elettorale, resto’ per decenni sulla scena politica nel ruolo di ago della bilancia.Monti, invece, si e’ bruciato in soli due mesi e - se va bene - lo aspetta la presidenza del Senato.

Berlusconi ha speso tutto se’ stesso per uscire dall’angolo dove l’appoggio di ABC al governo tecnico di Monti aveva cacciato il suo partito. Ha ascoltato la pancia del paese, sfiancato dall’ondata di tasse, ha contestato l’imu e ha portato la sua coalizione ad un soffio da quella del centrosinistra.

Bersani era partito per smacchiare ed e’ stato smacchiato. Il suo errore e’ aver alimentato tutto l’anticomunismo del mondo proponendo la patrimoniale. Mai immaginato una cosa del genere - si e’ affannato a negare in un paio di interviste TV - ...per poi spiegare cosa in realta’ avesse in mente, ovvero una tassa sulle ricchezze immobiliari superiori a un milione di euro. Ovvero una patrimoniale cosi’ classica che piu’ classica non si puo’. Spaventando a morte almeno meta’ dell’italia!! E in molti nel suo partito ne chiedono gia’ la testa.

Ed ora? Questi tre signori - se vogliono sterilizzare la protesta che ha portato Grillo ad essere il primo partito d’italia - devono ricominciare la da dove Monti NON aveva inziato. Ovvero da quella politica di tagli di spesa che - chissa’ perche’ - e’ stata scavalcata da strane priorita’ incomprensibili per il paese reale. Robe curiose come le liberalizzazioni di tassisti architetti e avvocati; la riforma Fornero che ha bastonato giovani ed esodati; il salvataggio di banche e banchieri ladroni finanziati dall’imu sulla prima casa e cosi’ via. Era stato nominato per questo, il tecnico-professore-senatore Monti? No era stato chiamato per tagliare le spese di uno stato onnivoro. Ma non lo ha fatto.

Forse il nuovo governo dovrebbe essere un nuovo governo tecnico. Ad appoggiarlo, tutti quelli che ci stanno. Tutti, e dico tutti, disponibili a fare un passo indietro. Monti, che un po’ superbamente si e’ cucito addosso l’etichetta di salvatore dei conti italiani ( ricordate la battuta del chirurgo, “ l’operazione e’ riuscita anche se il paziente e’ morto”?). Berlusconi, acconsentendo ad un accordo con gli “odiati” comunisti. Bersani, lasciando spazio e responsabilita’ ai nuovi miglioristi come Renzi. Grillo, facendo votare volta per volta i provvedimenti organici al programma M5S.

Non e’ un “tutti insieme appassionatamente”, ma quasi una Mission Impossible perche’ questo nuovo governo dovra’ assumersi il compito di evitare rigorosamente interventi fiscali ma , al contrario, di tagliare il tagliabile. A cominciare dal numero dei parlamentari, dai loro stipendi, dalle auto blu, dalle spese militari, sfoltendo la pletora delle inefficientissime municipalizzate di luce, gas, acqua e trasporti pubblici (create per favorire la concorrenza e, quindi, abbassare i costi , schizzati, al contrario, alle stelle ) abolendo tutte le province, ridimensionando le regioni autonome (o –meglio- eliminandole) , scatenando la caccia agli assenteisti di ogni ordine e grado, velocizzando al massimo la vendita dei patrimoni mafiosi gia’ sequestrati, dismettendo realmente pezzi pregiati del patrimonio pubblico (caserme, ville, rocche e fortificazioni), abolendo il finanziamento pubblico dei partiti ecc. ecc.

Su chi debba guidare questo governo tecnico c’e’ solo l’imbarazzo della scelta. Molto piu’ facile dire chi non puo’ farlo: certamente non Bersani, Berlusconi e Monti. Ma nemmeno tutti gli altri - vecchi e nuovi - che della politica hanno fatto una lucrosa professione. Scegliere quel nome e’ una prerogativa del capo dello stato, una quella scelta potrebbe essere l’ultimo regalo di Napolitano al paese. E forse anche il piu’ gradito.

Mario De Scalzi
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